Viene alla luce nella cittadina giuliese nel settembre del 1840.
Sviluppa una naturale bravura per la pittura e una volta raggiunta una certa età , grazie anche alle conoscenze della famiglia, riesce a trasferirsi a Napoli per iscriversi all'Accademia delle Belle Arti; qui segue i corsi di Consalvo Carelli, suocero di Vincenzo Bindi, anch'egli originario di Giulianova.
De Maulo aderisce alla Scuola di Posillipo, che vantava i migliori artisti dell'epoca ""ansiosi di recuperare l'equivalente di una dimensione schietta del mondo e della vita"" come scrisse Francesco Bruni, critico e giornalista tra i più originali del Novecento. Nei tre anni trascorsi a Napoli si perfeziona in paesaggi e nature morte, in una mostra cittadina partecipa con ben tre sue opere: ""Un gruppo di cacciagione"" ""Un germano"" ed ""Una lepre"". Altre opere della stessa tipologia sono: ""Bottone di rosa"" e ""Testa di vecchio"", esposti a Milano nel 1872; ad una mostra tenuta a Firenze nel 1891-92 espone ""Una lepre"", ""Gruppo di selvaggina"" e Capoverde"", opera riproposta ad un altra esposizione a Roma nel 1900.
Dipinge anche soggetti religiosi come la ""Madonna che mostra il Bambino"", custodita nella cappella gentilizia di San Gaetano nella Piazza della Libertà a Giulianova. Altre sue opere ritraggono forme paesaggistiche marine, vedute del suo Abruzzo e dei suggestivi dintorni napoletani. Dipinse anche vari ritratti, tra i quali si ricordano il suo, quello di sua madre Maria e di Giovanni De Bartolomei. Si spense a Roma dove vi si era stabilito ormai da decenni, nel novembre del 1922. Recentemente in una collezione privata è stata ritrovata una sua realizzazione molto pregiata, un olio su tela che ritrae una beccaccia morta.
Sviluppa una naturale bravura per la pittura e una volta raggiunta una certa età , grazie anche alle conoscenze della famiglia, riesce a trasferirsi a Napoli per iscriversi all'Accademia delle Belle Arti; qui segue i corsi di Consalvo Carelli, suocero di Vincenzo Bindi, anch'egli originario di Giulianova.
De Maulo aderisce alla Scuola di Posillipo, che vantava i migliori artisti dell'epoca ""ansiosi di recuperare l'equivalente di una dimensione schietta del mondo e della vita"" come scrisse Francesco Bruni, critico e giornalista tra i più originali del Novecento. Nei tre anni trascorsi a Napoli si perfeziona in paesaggi e nature morte, in una mostra cittadina partecipa con ben tre sue opere: ""Un gruppo di cacciagione"" ""Un germano"" ed ""Una lepre"". Altre opere della stessa tipologia sono: ""Bottone di rosa"" e ""Testa di vecchio"", esposti a Milano nel 1872; ad una mostra tenuta a Firenze nel 1891-92 espone ""Una lepre"", ""Gruppo di selvaggina"" e Capoverde"", opera riproposta ad un altra esposizione a Roma nel 1900.
Dipinge anche soggetti religiosi come la ""Madonna che mostra il Bambino"", custodita nella cappella gentilizia di San Gaetano nella Piazza della Libertà a Giulianova. Altre sue opere ritraggono forme paesaggistiche marine, vedute del suo Abruzzo e dei suggestivi dintorni napoletani. Dipinse anche vari ritratti, tra i quali si ricordano il suo, quello di sua madre Maria e di Giovanni De Bartolomei. Si spense a Roma dove vi si era stabilito ormai da decenni, nel novembre del 1922. Recentemente in una collezione privata è stata ritrovata una sua realizzazione molto pregiata, un olio su tela che ritrae una beccaccia morta.
Bibliografia e fonti
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