Di antica e nobile stirpe, studia nel
Tornatò in Italia, si distingue per la grande equità, tanto da divenire uno dei più rappresentativi protagonisti della storia dell'Ordine Agostiniano, Fu chiamato ben cinque volte consecutive ad essere Priore Generale, venendo eletto al vertice nei Capitoli generali di Viterbo del 1312, Padova nel 1315, Rimini nel 1318 e Montpellier nel 1324. Lascia quest'importante carica, tenuta per ben 12 anni, quando nel 1325 il pontefice Giovanni XXII, lo eleverà alla dignità vescovile. Lo storico Ossinger lo definì "Uomo di intelletto, teologo insigne, famoso predicatore e grande difensore della podestà ecclesiastica", pubblicò molte opere alcune delle quali ristampate anche in epoche successive, come: "Sul potere ecclesiastico", "Commenti sul Vangelo di San Giovanni" ed ancora sulla "Città di Dio" di San Agostino e su Aristotele. Giovanni XXII lo tenne in molta considerazione, affidandogli incarichi di responsabilità e come ambasciatore presso le corti europee, nel febbraio 1326 lo nomina Vescovo di Melfi, ma non prenderà mai possesso della sua diocesi, morì improvvisamente poche settimane dopo.
Ancora oggi l'Ordine Agostiniano lo ricorda fra i suoi grandi, molto verosimile è la tesi che gli attribuisce la progettazione teologica, del ciclo degli affreschi del Cappellone di San Nicola a Tolentino.