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Letterato fermano del XIV secolo, poche sono le notizie sulla sua vita.
Conosciuto come "Antonius de Firmo" o "Antonio di Nicolò", era notaio e cronista del governo fermano ed anche “nobile operario” della cattedrale.
Sale agli onori delle cronache in quanto riceve l'incarico di fare una copia della Divina Commedia di Dante Alighieri, su commissione di Beccario di Beccaria, nobile ghibellino originario di Pavia e capitano delle truppe a Fermo nonché podestà di varie città italiane, tra le tante Genova.
Qui nel 1336 si reca Antonio per effettuare la sua copia, trascritta con alcune inflessioni linguistiche tipiche del dialetto fermano dell'epoca.
L'opera giunta fino a noi e conservata nella Biblioteca Comunale di Piacenza con il nome di "Codice Landiano", è il primo manoscritto completo e datato della Commedia, della quale esistevano diversi frammenti, si ritiene che la traduzione latino sia stata realizzata probabilmente a partire da questa.

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