Il territorio comunale di Appignano del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno (Marche), eretto su un basso colle sopra la valle del torrente Chifenti, in un paesaggio segnato dai calanchi. Il capoluogo conserva l'impianto medievale, con tracce delle mura e case di varie epoche, mentre le campagne alternano oliveti, vigneti e campi coltivati. Il toponimo deriva probabilmente dai romani, legato alla famiglia Appia. Nel medioevo, il centro passò dal vescovo di Ascoli ai monaci farfensi, che lo munirono delle prime fortificazioni; nel XIII secolo tornò alla diocesi ascolana e nel 1290 si costituì in libero comune. Nel 1879 assunse la denominazione attuale di Appignano del Tronto. Nel centro storico si affacciano la Chiesa di San Giovanni Battista, con opere di Simone De Magistris, e la Chiesa di San Michele Arcangelo, che custodisce una tavola di Vincenzo Pagani del 1539. Tra le tradizioni più suggestive c'è la Processione dell'anno vecchio, che ogni 30 e 31 dicembre celebra le esequie del defunto anno con un corteo funebre goliardico. L'economia ruota attorno alla coltivazione dell'olivo — il territorio rientra nella zona di produzione dell'Oliva Ascolana del Piceno DOP — e alla pirotecnica, arte centenaria che ancora oggi caratterizza l'artigianato locale. Cosa vedere ad Appignano del Tronto: un comune collinare caratterizzato da calanchi, campagna e centro storico.