
Piccolo luogo sacro rurale, poco distante il centro storico di Cossignano.
Da il nome alla contrada dove sorge, a poca distanza dall'incrocio tra la strada provinciale per Montalto e quella che scende verso fondovalle, alla frazione di Ponte Tesino. Di origine molto antica, fa parte delle chiese cossignanesi di proprietà dei monaci farfensi, segnalata già nei registri delle tasse del 1290. Ignoto è l'anno della fondazione, tra le poche notizie, si sa che è eretto come oratorio per volontà della popolazione. Ricompare nelle visite pastorali del 1573, quando viene descritto con la porta aperta e probabilmente poco utilizzato, dato che il vescovo ordina di tenere chiuso l'ingresso e obbliga una celebrazione al mese. Subisce degli interventi di ristrutturazione verso la metà del XVII secolo, assumendo con buona probabilità le forme attuali. Nel XIX secolo si ha l'ultimo rettore della chiesa, alla sua morte le proprietà passano alla famiglia Felicelli di Montemonaco, mentre l'edificio va al demanio. Questo lo usa anche come scuola rurale, almeno fino agli anni '60 del secolo successivo. Altra cosa che termina nel novecento, sono i festeggiamenti del santo patrono, persi dopo nella primo dopoguerra.
L'edificio attualmente è ancora in buone condizioni, sebbene spesso lo si trovi chiuso, è ben visibile ai margini della strada, con la facciata rivolta verso il castello cossignanese. Di piccole dimensioni ed a pianta quadrata, è realizzato in mattoni mentre la facciata si presenta intonacata ed imbiancata. Più alta rispetto al resto della struttura, ha il classico portale centrale affiancato da due piccole finestrelle laterali, poste in basso per permettere ai fedeli inginocchiati di guardare all'interno. L'ingresso merita una menzione particolare, infatti mostra una cornice che ne segue il profilo, risalendo verso l'insolita arcata di gusto barocco. Al di sopra una lavorata fascia e curvilinea, raddoppia la cornice del portale formando una sorta di architrave. Più in alto un'altra finestra più grande, possiede anch'essa una sua sua semplice cornice, meglio elaborata è quella del timpano triangolare poco sopra. Una piccola finestrella ovale illumina l'interno da Nord, mentre sulla parete opposta è aperta una normale finestra, di più ampie dimensioni. Un tempo possedeva una suo piccolo campanile con una sola campana, alla demolizione del primo segue la scomparsa della seconda. Al suo interno un solo altare ligneo appoggiato sul fondo, un tempo vi era collocata la tela del ""Crocefissio circondato dalla Madonna Adoolarata, Sant'Aldobrando e San Michele Arcangelo che schiaccia il Demonio. Il dipinto oggi appartiene ancora alla famiglia Faricelli.
Da il nome alla contrada dove sorge, a poca distanza dall'incrocio tra la strada provinciale per Montalto e quella che scende verso fondovalle, alla frazione di Ponte Tesino. Di origine molto antica, fa parte delle chiese cossignanesi di proprietà dei monaci farfensi, segnalata già nei registri delle tasse del 1290. Ignoto è l'anno della fondazione, tra le poche notizie, si sa che è eretto come oratorio per volontà della popolazione. Ricompare nelle visite pastorali del 1573, quando viene descritto con la porta aperta e probabilmente poco utilizzato, dato che il vescovo ordina di tenere chiuso l'ingresso e obbliga una celebrazione al mese. Subisce degli interventi di ristrutturazione verso la metà del XVII secolo, assumendo con buona probabilità le forme attuali. Nel XIX secolo si ha l'ultimo rettore della chiesa, alla sua morte le proprietà passano alla famiglia Felicelli di Montemonaco, mentre l'edificio va al demanio. Questo lo usa anche come scuola rurale, almeno fino agli anni '60 del secolo successivo. Altra cosa che termina nel novecento, sono i festeggiamenti del santo patrono, persi dopo nella primo dopoguerra.
L'edificio attualmente è ancora in buone condizioni, sebbene spesso lo si trovi chiuso, è ben visibile ai margini della strada, con la facciata rivolta verso il castello cossignanese. Di piccole dimensioni ed a pianta quadrata, è realizzato in mattoni mentre la facciata si presenta intonacata ed imbiancata. Più alta rispetto al resto della struttura, ha il classico portale centrale affiancato da due piccole finestrelle laterali, poste in basso per permettere ai fedeli inginocchiati di guardare all'interno. L'ingresso merita una menzione particolare, infatti mostra una cornice che ne segue il profilo, risalendo verso l'insolita arcata di gusto barocco. Al di sopra una lavorata fascia e curvilinea, raddoppia la cornice del portale formando una sorta di architrave. Più in alto un'altra finestra più grande, possiede anch'essa una sua sua semplice cornice, meglio elaborata è quella del timpano triangolare poco sopra. Una piccola finestrella ovale illumina l'interno da Nord, mentre sulla parete opposta è aperta una normale finestra, di più ampie dimensioni. Un tempo possedeva una suo piccolo campanile con una sola campana, alla demolizione del primo segue la scomparsa della seconda. Al suo interno un solo altare ligneo appoggiato sul fondo, un tempo vi era collocata la tela del ""Crocefissio circondato dalla Madonna Adoolarata, Sant'Aldobrando e San Michele Arcangelo che schiaccia il Demonio. Il dipinto oggi appartiene ancora alla famiglia Faricelli.
Itinerari e Ricerche
Fa parte dei seguenti itinerari tematici:
Bibliografia e fonti
Libri
- Borghi da Scoprire... Tesori delle Marche Meridionali Vol. II - Mario Antonelli - Ferruccio Scoccia - Settimio Virgili
Link
- https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Catalogo-beni-culturali/RicercaCatalogoBeni/ids/76124
- https://www.comune.cossignano.ap.it/po/mostra_news.php?id=333&area=H
- https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.comune.cossignano.ap.it/c044016/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/20177&ved=2ahUKEwjimoOLt-mNAxUiiP0HHbvQFdo4FBAWegQIGhAB&usg=AOvVaw1MHb0jS-kHxFvirarZ5yNX
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