San Michele Arcangelo
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Chiesa parrocchiale del comune di Palmiano, posta all'ingresso del centro storico.
Una delle parrocchie dell'Arcidiocesi di Fermo esistenti nell'area montana della provincia di Ascoli Piceno, definite appunto ""Ville Ascolane"". Nata come Santa Maria delle Grazie nel XVII secolo, si vuole in origine, costruita utilizzando una torre di difesa del paese. Sottoposta alla chiesa principale, l'antica parrocchiale di Sant'Angelo, del quale rimane qualche resto nei pressi del cimitero. Il secolo successivo si aggiunge un'altra cappella in paese, dedicata a San Giuseppe e patronato della famiglia Nardinocchi. Nel 1834, ormai pericolante, San Michele Arcangelo viene dismessa e trasformata in luogo di sepoltura, il titolo parrocchiale è trasferito nella chiesa di Santa Maria, che ne assume anche il nome. Viene risistemata nel 1880 per merito di Don Raffaele Costantini, in quegli anni si costruisce anche il campanile. Nel 1909 è parroco Don Giulio Remia di Belmonte Piceno, prete e artista della diocesi fermana. Qui oltre alla cura delle anime, si dedica agli studi sulla pittura ed alla decorazione della chiesa, rimasta sguarnita. Riorganizza nel 1910 la confraternita del Santissimo Sacramento, con sede nella parrocchiale, due anni più tardi costruisce anche la nuova canonica. Partecipa personalmente al cantiere e per la sua realizzazione, costruisce addirittura una piccola fornace, mentre illustra alle maestranze locali le nuove tecniche edilizie. Viene infine trasferito a Falerone, ricordato sia dalla popolazione che dall'Arcivescovo fermano, per quanto fatto in paese.
Accoglie i visitatori all'ingresso della piazza principale del paese, dove si trovano gli edifici più importanti del centro, come il municipio ed il vecchio mulino elettrico. L'edificio è interamente in pietra arenaria, con abbellimenti in mattoni. Ha un perimetro rettangolare, con due cappelline ed un abside semicircolari ai lati, sul lato destro si trovano il campanile e la sagrestia. La facciata domina la piazza, al centro il portale, con una cornice in cotto ed in alto un timpano composto da due cornici, una orizzontale alla base ed un'altra angolata, posta al di sopra. Ai lati dell'ingresso ci sono due piccole finestre basse e rettangolari, in pietra arenaria lavorata che permettevano inginocchiandosi, di seguire la messa all'esterno. Nella parte alta della facciata spiccano due nicchie laterali, sempre incorniciate in mattoni e con una mensola lavorata, che contengono altrettante statue in legno. A destra quella di un angelo, dall'iconografia più riconducibile al biblico Arcangelo Raffaele con Tobia, nell'altra una statua di San Francesco. Sopra la porta si apre un finestrone quasi a ridosso del timpano triangolare, quest'ultimo è simile a quello che si trova sopra l'ingresso, impreziosito con una raffigurazione della Croce in cotto, realizzata al centro. Se si analizzano le murature esterne, nella zona absidale si notano alcune finestre tonde tamponate, altre finestre simili ma più piccole sono murate nelle pareti. Sul lato destro spicca lo snello campanile, elevato solo per pochi metri rispetto alla chiesa, la cella campanaria è abbellita da una serie di fasce, che corrono lungo il perimetro. Entrati si notano le numerose decorazioni pittoriche che ricoprono quasi tutte le pareti ed il soffitto, unica eccezione è un'alta fascia in listelli di legno, che eleva dal pavimento per un paio di metri, facendo il giro del perimetro. Le pareti della navata sono affrescate con motivi ornamentali, in alto una cornice parzialmente decorata, anticipa la volta dipinta con un cielo stellato stilizzato. Al centro si ammira la maestria di Don Giulio Remia, nella raffigurazione di una Madonna con Bambino con gli Arcangeli, molto elaborate sono le fasce che scandiscono il soffitto voltato. Altra pregevole raffigurazione si mostra nell'area presbiteriale: sopra il tabernacolo infatti è dipinto il santo titolare mentre in alto, corrono lungo l'abside una serie di medaglioni decorati. Sul lato destro della navata si trova anche una piccola cappellina, più sobria rispetto al resto, con un altare ed una statua della Madonna.

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