
Ex convento francescano ai piedi del monte dell'Ascensione e nei pressi di Poggio Canoso, frazione di Rotella.
La tradizione vuole che la sua costruzione sia dovuta allo stesso san Francesco, quando nel 1215 si trova a predicare nella città di Ascoli. Forse raggiunge questi luoghi, dove ispira trenta giovani a seguire la sua regola e che successivamente, fondano il convento. Sempre la tradizione narra che il santo, sceglie come sede, trascorrendoci la notte, un precedente monastero benedettino forse di origine farfense, dato che la zona ricadeva tra i loro possedimenti. Purtroppo oltre alla tradizione al momento non si hanno altre notizie scritte sulla sua fondazione, sappiamo solo che è tra i primi luoghi francescani del piceno. Il primo pontefice dell'ordine, Niccolò IV, eletto nel 1288 ed originario dell'ascolano, dona al convento una preziosa reliquia della ""Croce di Cristo"" in argento e corallo ed un calice, sempre in argento. Questo a sottolineare la benevolenza del pontefice nei confronti dell'eremo. Tra i personaggi importanti che vi provengono, si ricorda fra Benedetto da Poggio Canoso, morto nel 1289 e fra Antonio da Poggio Canoso, per un periodo predicatore ad Ascoli nel 1549 con il suo confratello fra Felice Peretti, futuro papa Sisto V. Sul finire del secolo il convento è visitato e descritto da Padre Orazio Civalli, Generale dell'ordine francescano, che lo elenca nel suo resoconto. Le ""Soppressioni Innocenziane"" volute da papa Innocenzo X, chiudono le comunità religiose con meno di sei monaci, destinando la fine dell'istituto nel 1653. La gestione della struttura passa allora al clero secolare, officiata da un ""Rettore"" che la gestisce indipendentemente dalla parrocchia locale. Verso la metà del XIX secolo, i rettori stilano un elenco con tutte le opere e le descrizioni del complesso. Si ricorda che possedeva tre altari, il maggiore dedicato al santo di Assisi e gli altri due, realizzati nella parete meridionale, intitolati alla Madonna delle Grazie ed a Sant'Antonio. Si scrive anche che la popolazione di Poggio Canoso, sale al convento la prima domenica di maggio, nell'anniversario della consacrazione della chiesa. Il complesso con la sua fiorente azienda agricola, rimane attivo fino alla metà del XX secolo, quando alla morte dell'ultimo rettore, viene abbandonato. Ridotto in pessime condizioni diviene sede della ""Comunità Incontro"" per il recupero dei tossicodipendenti, fondata da Don Pierino Gelmini. Grazie all'aiuto degli ospiti, viene risistemato l'intero complesso e mantenendolo attivo fino alla chiusura nel 2009, dal 2015 ospita una nuova comunità di religiosi che lo hanno ulteriormente sviluppato.
Adagiato su un piccolo pianoro, circondato da campi coltivati ritagliati dai folti boschi del Monte dell'Ascensione. Il convento è composto da diverse strutture antiche e moderne, il nucleo principale storico segue la struttura tipica dei complessi monastici, con un chiostro centrale e gli altri edifici disposti intorno ad esso. La chiesa si trova sul lato destro, rivolto a settentrione, con l'ingresso principale aperto all'esterno del complesso, contornato da una cornice in travertino con architrave lavorato. Al di sopra un grande finestrone illumina l'interno, il tetto poggia su una struttura a capriate lignee visibile all'interno. L'aula appare dipinta interamente di bianco, con due altari in stucco e muratura sul lato sinistro, quello principale si trova sul fondo ed al centro del presbiterio, separato dall'aula da un grande arco con alcuni elementi decorativi. Sul retro si trova il campanile a vela con due campane, da notare sotto di esso le antiche murature, visibili anche lungo il basamento della navata. L'ingresso principale del monastero si trova a sinistra della chiesa, monta un arco in pietra arenacea e permette di accedere al chiostro. Questo ha pianta quadrata, presenta il porticato solo su due lati con arcate, sorrette da semplici colonne in muratura e coperto da una volta a crociera. L'area è interamente pavimentata ed al centro manca il consueto giardino con pozzo, da qui si accede agli altri edifici della struttura. La casa del rettore dirimpettaia della chiesa, risulta più ampia ed elaborata. Gli ambienti del pianterreno ospitavano i depositi, le stalle e le officine connesse all'azienda agricola, i piani superiori sono destinati agli alloggi. Intorno al convento, nel corso degli ultimi anni, diversi edifici e strutture sono nati per supportare le crescenti attività. Un ampio spiazzo all'ingresso, permette un comodo accesso ai pellegrini che vi si recano.
La tradizione vuole che la sua costruzione sia dovuta allo stesso san Francesco, quando nel 1215 si trova a predicare nella città di Ascoli. Forse raggiunge questi luoghi, dove ispira trenta giovani a seguire la sua regola e che successivamente, fondano il convento. Sempre la tradizione narra che il santo, sceglie come sede, trascorrendoci la notte, un precedente monastero benedettino forse di origine farfense, dato che la zona ricadeva tra i loro possedimenti. Purtroppo oltre alla tradizione al momento non si hanno altre notizie scritte sulla sua fondazione, sappiamo solo che è tra i primi luoghi francescani del piceno. Il primo pontefice dell'ordine, Niccolò IV, eletto nel 1288 ed originario dell'ascolano, dona al convento una preziosa reliquia della ""Croce di Cristo"" in argento e corallo ed un calice, sempre in argento. Questo a sottolineare la benevolenza del pontefice nei confronti dell'eremo. Tra i personaggi importanti che vi provengono, si ricorda fra Benedetto da Poggio Canoso, morto nel 1289 e fra Antonio da Poggio Canoso, per un periodo predicatore ad Ascoli nel 1549 con il suo confratello fra Felice Peretti, futuro papa Sisto V. Sul finire del secolo il convento è visitato e descritto da Padre Orazio Civalli, Generale dell'ordine francescano, che lo elenca nel suo resoconto. Le ""Soppressioni Innocenziane"" volute da papa Innocenzo X, chiudono le comunità religiose con meno di sei monaci, destinando la fine dell'istituto nel 1653. La gestione della struttura passa allora al clero secolare, officiata da un ""Rettore"" che la gestisce indipendentemente dalla parrocchia locale. Verso la metà del XIX secolo, i rettori stilano un elenco con tutte le opere e le descrizioni del complesso. Si ricorda che possedeva tre altari, il maggiore dedicato al santo di Assisi e gli altri due, realizzati nella parete meridionale, intitolati alla Madonna delle Grazie ed a Sant'Antonio. Si scrive anche che la popolazione di Poggio Canoso, sale al convento la prima domenica di maggio, nell'anniversario della consacrazione della chiesa. Il complesso con la sua fiorente azienda agricola, rimane attivo fino alla metà del XX secolo, quando alla morte dell'ultimo rettore, viene abbandonato. Ridotto in pessime condizioni diviene sede della ""Comunità Incontro"" per il recupero dei tossicodipendenti, fondata da Don Pierino Gelmini. Grazie all'aiuto degli ospiti, viene risistemato l'intero complesso e mantenendolo attivo fino alla chiusura nel 2009, dal 2015 ospita una nuova comunità di religiosi che lo hanno ulteriormente sviluppato.
Adagiato su un piccolo pianoro, circondato da campi coltivati ritagliati dai folti boschi del Monte dell'Ascensione. Il convento è composto da diverse strutture antiche e moderne, il nucleo principale storico segue la struttura tipica dei complessi monastici, con un chiostro centrale e gli altri edifici disposti intorno ad esso. La chiesa si trova sul lato destro, rivolto a settentrione, con l'ingresso principale aperto all'esterno del complesso, contornato da una cornice in travertino con architrave lavorato. Al di sopra un grande finestrone illumina l'interno, il tetto poggia su una struttura a capriate lignee visibile all'interno. L'aula appare dipinta interamente di bianco, con due altari in stucco e muratura sul lato sinistro, quello principale si trova sul fondo ed al centro del presbiterio, separato dall'aula da un grande arco con alcuni elementi decorativi. Sul retro si trova il campanile a vela con due campane, da notare sotto di esso le antiche murature, visibili anche lungo il basamento della navata. L'ingresso principale del monastero si trova a sinistra della chiesa, monta un arco in pietra arenacea e permette di accedere al chiostro. Questo ha pianta quadrata, presenta il porticato solo su due lati con arcate, sorrette da semplici colonne in muratura e coperto da una volta a crociera. L'area è interamente pavimentata ed al centro manca il consueto giardino con pozzo, da qui si accede agli altri edifici della struttura. La casa del rettore dirimpettaia della chiesa, risulta più ampia ed elaborata. Gli ambienti del pianterreno ospitavano i depositi, le stalle e le officine connesse all'azienda agricola, i piani superiori sono destinati agli alloggi. Intorno al convento, nel corso degli ultimi anni, diversi edifici e strutture sono nati per supportare le crescenti attività. Un ampio spiazzo all'ingresso, permette un comodo accesso ai pellegrini che vi si recano.
Itinerari e Ricerche
Fa parte dei seguenti itinerari tematici:
Bibliografia e fonti
Libri
- Poggio Canoso - Luigi DeSantis, Stefano Magretti - Il Segno
Link
- http://www.beniculturali.marche.it/Ricerca/tabid/41/ids/68895/Complesso-conventuale-di-S-Francesco/Default.aspx
- https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1100060010
- https://www.terradeifioretti.it/itinerari/da-assisi-ad-ascoli-piceno-attraverso-le-roccaforti-di-madonna-poverta/rotella/
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