Si trova all'estremità meridionale dell'abitato di Cepparano, nel comune di Venarotta.
Aggrappata ad un sopra un basso sperone roccioso di arenaria, da dove domina sull'incasato e sulla sottostante piccola vallata. Di origine imprecisata a causa della scarsa documentazione, se ne parla insieme a Santa Maria Lauretana di Castellano nel 1332, quando ne veniva nominato il rettore dalla la curia vescovile. Durante la visita pastorale del 1573, condotta dal vescovo Camaioni, si descrive la scarsa ricchezza della chiesa, riconducibile a mezza salma di grano all'anno, all'incirca 60 kg. Nella successiva visita del 1580 si riscontrava ancora la povertà della chiesa e la scarsa popolazione del borgo; si legge inoltre che sul pavimento erano attive quattro fosse sepolcrali e che la campana, veniva utilizzata anche per segnalare l'arrivo dei banditi. Nel 1833 si legge che la confraternita del Santissimo Sacramento, aveva commissionato per la chiesa un dipinto di Santa Lucia ad un pittore minore: Rinaldo di Ascoli. Subisce alcuni interventi nel 1850, quando il muro che la separava dalla canonica, viene abbattuto e poi sostituito con dei pilastri, allungando così la navata mentre la canonica viene ricostruita nell'orto della chiesa. Agli inizi del XX secolo è dotata del campanile e verso la fine degli anni '50, viene rubato il dipinto di Santa Lucia ritrovato poi nel 2020 e restituito alla comunità . Nella visita pastorale del 1960 si lamenta la scarsità di documentazione dell'archivio parrocchiale, tra quel poco alcuni fogli superstiti risalivano al XV secolo, mostravano però anche segni di un incendio che forse in passato la distrusse. Nel 1986 ne è stata soppressa la parrocchia ed ora, lesionata dal terremoto del 2016, è stata dichiarata inagibile.
L'edifici è in una posizione elevata rispetto al resto del paese, si trova su una piccola altura raggiungibile salendo una breve scalinata, addossata ad una balconata di moderna realizzazione. La struttura è piuttosto semplice, eretta in pietra arenaria con elementi in travertino, sulla spoglia facciata si apre un bel portale rinascimentale. Contornato da una cornice lavorata con alcuni semplici motivi vegetali, sormontato da un vistoso architrave caratterizzato una mensola superiore, separata dal resto con una treccia scolpita. Vi si apre una semplice finestra rettangolare ed il campanile, è addossato al lato sinistro della navata, dove si nota un precedente portale con architrave in arenaria, nei pressi di una finestra laterale. La torre si alza staccandosi dal tetto, con la sola cella campanaria in mattoni e mostra in basso due fasce in cotto, che ne circondano il perimetro mentre le pietre angolari sono in travertino squadrato. Sul lato opposto, quello destro, vi è addossata la sagrestia mentre un muro semicircolare corrisponde ad una nicchia presente su un altare. Sul retro della chiesa si aprono le due finestre della vecchia canonica, una porta in basso fa percepire la presenza di un'ambiente che si sviluppa sotto il luogo sacro, forse riconducibile ad una precedente cripta, citata dalla popolazione. All'interno l'aula si mostra piuttosto spoglia ad esclusione della nicchia sulla destra, che mostra tracce d'affreschi; grandi pilastri che sorreggono due mezze arcate laterali ed un grande arco centrale, realizzato in corrispondenza del tetto. Questi separano il presbiterio dalla navata, qui si trova l'altare principale in travertino donato da Monsignor Luigi Volponi, il tetto mostra una copertura a capriate in legno.
Aggrappata ad un sopra un basso sperone roccioso di arenaria, da dove domina sull'incasato e sulla sottostante piccola vallata. Di origine imprecisata a causa della scarsa documentazione, se ne parla insieme a Santa Maria Lauretana di Castellano nel 1332, quando ne veniva nominato il rettore dalla la curia vescovile. Durante la visita pastorale del 1573, condotta dal vescovo Camaioni, si descrive la scarsa ricchezza della chiesa, riconducibile a mezza salma di grano all'anno, all'incirca 60 kg. Nella successiva visita del 1580 si riscontrava ancora la povertà della chiesa e la scarsa popolazione del borgo; si legge inoltre che sul pavimento erano attive quattro fosse sepolcrali e che la campana, veniva utilizzata anche per segnalare l'arrivo dei banditi. Nel 1833 si legge che la confraternita del Santissimo Sacramento, aveva commissionato per la chiesa un dipinto di Santa Lucia ad un pittore minore: Rinaldo di Ascoli. Subisce alcuni interventi nel 1850, quando il muro che la separava dalla canonica, viene abbattuto e poi sostituito con dei pilastri, allungando così la navata mentre la canonica viene ricostruita nell'orto della chiesa. Agli inizi del XX secolo è dotata del campanile e verso la fine degli anni '50, viene rubato il dipinto di Santa Lucia ritrovato poi nel 2020 e restituito alla comunità . Nella visita pastorale del 1960 si lamenta la scarsità di documentazione dell'archivio parrocchiale, tra quel poco alcuni fogli superstiti risalivano al XV secolo, mostravano però anche segni di un incendio che forse in passato la distrusse. Nel 1986 ne è stata soppressa la parrocchia ed ora, lesionata dal terremoto del 2016, è stata dichiarata inagibile.
L'edifici è in una posizione elevata rispetto al resto del paese, si trova su una piccola altura raggiungibile salendo una breve scalinata, addossata ad una balconata di moderna realizzazione. La struttura è piuttosto semplice, eretta in pietra arenaria con elementi in travertino, sulla spoglia facciata si apre un bel portale rinascimentale. Contornato da una cornice lavorata con alcuni semplici motivi vegetali, sormontato da un vistoso architrave caratterizzato una mensola superiore, separata dal resto con una treccia scolpita. Vi si apre una semplice finestra rettangolare ed il campanile, è addossato al lato sinistro della navata, dove si nota un precedente portale con architrave in arenaria, nei pressi di una finestra laterale. La torre si alza staccandosi dal tetto, con la sola cella campanaria in mattoni e mostra in basso due fasce in cotto, che ne circondano il perimetro mentre le pietre angolari sono in travertino squadrato. Sul lato opposto, quello destro, vi è addossata la sagrestia mentre un muro semicircolare corrisponde ad una nicchia presente su un altare. Sul retro della chiesa si aprono le due finestre della vecchia canonica, una porta in basso fa percepire la presenza di un'ambiente che si sviluppa sotto il luogo sacro, forse riconducibile ad una precedente cripta, citata dalla popolazione. All'interno l'aula si mostra piuttosto spoglia ad esclusione della nicchia sulla destra, che mostra tracce d'affreschi; grandi pilastri che sorreggono due mezze arcate laterali ed un grande arco centrale, realizzato in corrispondenza del tetto. Questi separano il presbiterio dalla navata, qui si trova l'altare principale in travertino donato da Monsignor Luigi Volponi, il tetto mostra una copertura a capriate in legno.
Bibliografia e fonti
Libri
- Castelli: Rocche torri cinte fortificate delle Marche (I castelli dello Stato di Ascoli) Vol.IV - Maurizio Mauro - Istituto italiano dei castelli, 1998
- Venarotta - Luciano Ciotti - Secondo Balena - Adriatica Editrice Ancona
Link
- https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Catalogo-beni-culturali/RicercaCatalogoBeni/ids/71763/Chiesa-di-S-Maria-Annunziata
- https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Catalogo-beni-culturali/RicercaCatalogoBeni/ids/80200/Campanile-della-Chiesa-di-S-Maria-Annunziata
- http://www.parrocchiavenarotta.it.spazioweb.it/chiesedellaparr/chiesa-di-cepparano
- https://www.centropagina.it/ascoli/venarotta-carabinieri-riportano-casa-dipinto-santa-lucia-dopo-60-anni/
- https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1988/02/03/088A0301/sg
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