Edificio rurale storico a ridosso del centro storico di Controguerra.
Mantiene ancora viva la tradizione ormai scomparsa delle "Pinciaie" o case di terra, molto diffusa fino al recente passato. Questa tipologia di strutture risultava piuttosto economica da realizzare, sebbene richiedesse una certa manodopera per eseguire il laborioso processo di costruzione. Sono solitamente a due piani, con il seminterrato adibito a stalla, mentre nel piano superiore si trovano la cucina e le camere. Le mura sono tirate su impastando la paglia con il fango argilloso, piuttosto comune nella zona. Nel secondo dopoguerra l'economicità raggiunta dai mattoni, fa sparire questa tecnica nel giro di pochissimo tempo.
L'edificio preso in esame si trova poco fuori la cinta muraria del paese, potrebbe risalire tra il XIX ed il XX secolo, ma è certamente rimaneggiato nella seconda metà di quest'ultimo. Utilizzata come abitazione colonica probabilmente ancora per qualche decennio, mentre il podere e gli annessi agricoli continuano ad essere ancora frequentati. Presenta un rivestimento in mattoni a scopo protettivo, soprattutto lungo il basamento, mentre tra le tracce di intonaco della parte superiore, spunta la muratura originaria. La struttura ha pianta rettangolare realizzata su un dislivello, per permettere la comoda realizzazione del seminterrato. Il piano superiore si affaccia con due ingressi, direttamente sulla circonvallazione, dal quale è separato da un recente parapetto. In facciata si vedono bene i mattoncini del rivestimento e la parte superiore in terra intonacata, in alto il tetto in legno, con dei coppi come copertura.