NULL Castello di Camporo - Habitual Tourist
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Castello scomparso del territorio Carassanese, molto importante in epoca medievale, sorgeva su una collina sopra l'attuale contrada di Santa Maria delle Grazie, poco distante dal centro del capoluogo. Le prime notizie che menzionano il castello risalgono al 1166, quando tra le carte di un processo si legge di tale Bartolomeo di Camporo, che aveva avuto contenzioso con la vicina abbazia di Sant'Angelo. Centro politicamente più importante del luogo, dominerà anche su Carassai fino al 1321, quando la nobile famiglia dei Da Massa, signori del castello, lo cederanno al comitato fermano. Agli inizi del XIII secolo Camporo era un libero comune, ma nel 1251 i da Massa lo sottomettono a Fermo; con loro anche i dinasti del vicino castello di Montecucco abbandoneranno l'antico feudo per trasferirsi in città, cedendone i territori alla vicina Camporo. Durante la permanenza della corte papale ad Avignone, si scatenerà il forte sentimento ghibellino dei Da Massa, nelle figure di Teobalduccio da Camporo per Camporo e Lino da Massa per Carassai. Questi attireranno su di loro le ire papali e di conseguenza anche sui loro castelli. Fu così che nel 1325 saranno entrambe distrutte dall'esercito comandato da Tano dei Baligiani, armato dal Papa nel tentativo di ripristinare l'ordine negli stati pontifici. Camporo esce qui dalla storia e ne rimarrà solo il ricordo, mentre Carassai successivamente otterrà il permesso di essere ricostruito, raccogliendo a sé le vestigia dello scomparso vicino, come i privilegi della chiesa di San Lorenzo, che verranno trasferiti nella chiesa omonima nel castello vecchio di Carassai.

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