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Scendendo verso il Fluvione, lungo i crinali a sud del colle dove sorgeva l'antico castello di Pizzorullo, si incontra l'incasato quasi abbandonato di Cerqueto, un tempo popolosa frazione, a tal punto che divenne per un breve periodo capoluogo della zona pizzorullese. Vi si arriva prendendo la strada per Pedara e, oltrepassato il bivio per il paese, si continua fino ad arrivare a Cerqueto, dove ha termine la strada.
Poco chiare sono le sue origini, il territorio di Pizzorullo era diventato castello ascolano nel XIII secolo, ma del borgo se ne comincia a parlare solo a partire dal XV secolo quando, nel 1483, si registra l'esistenza di Sermarini Marsilio Sermonte da Cerqueto di Pizzorullo, notaio attivo fino al 1551, che ci ha lasciato l'unico foglio degli statuti di Pizzorullo sopravvissuto fino ad oggi. Nel 1795 viene citata nell'opera del Colucci insieme ad altre contrade del comprensorio e nel frattempo, a partire dal XVI secolo, periodo funestato da carestie, pestilenze e briganti, il borgo si era andando sviluppandosi, favorito dall'abbandono dell'arroccata Pizzorullo che, finita l'epoca dei castelli, iniziò a spopolarsi in favore di contrade più comode. Dopo l'arrivo dei francesi in Italia, nel 1808 il comune viene soppresso e accorpato alla vicina Roccarionile, col ritorno del papato e della restaurazione però inizia il periodo fortunato del borgo, che diventa nel 1816 sede del comune di "Pizzorullo e Cerqueto". Con l'unità d'Italia viene definitivamente soppressa ogni autonomia e dopo un breve passaggio col comune di Venarotta, nel 1866 Cerqueto e le frazioni verso valle del territorio pizzorullese saranno parte integrante del nascente comune di Roccafluvione. Oltre al dismesso palazzo comunale, erano presenti nel paese anche una scuola ed una chiesa dedicata a San Silvestro, ma nella seconda metà del XX secolo perse buona parte degli abitanti diventando quasi abbandonato; ciò che oggi rimane sono solo alcune case recenti frammischiate ad altre abitazioni cadenti o ridotte a ruderi. La strada arriva direttamente alla parte alta del paese, da lì è solo possibile una breve visita, percorrendo le vie ricoperte d'erba dove si alternano le case con gli orti ancora coltivati da chi vi ritorna ogni tanto a rinverdire la vita nel borgo.

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