Resti delle difese del piccolo castello di
Moresco, noto centro della Valdaso.
Conosciuto soprattutto per il suo
torrione, è di interesse anche la sua cinta muraria, che ancora parzialmente lo cinge. Le prime opere difensive sono costruite alle origini del castello, probabilmente per mano del vescovo fermano a partire dal XI secolo. In seguito il centro diventa residenza feudale per qualche tempo, per poi passare allo
stato comunale di
Fermo nel XIII secolo. Nel corso dei secoli è stata ingrandita ed aggiornata, soprattutto con l'arrivo delle armi da fuoco dopo il XIV secolo. Leggendo la storia del paese, non si ha notizia di grandi eventi che la coinvolgono attivamente, forse per le dimensioni modeste del castello, non ha subito importanti assedi. Come per altre strutture simili, vengono modificate a partire dal XVI secolo, quando vengono utilizzate come basamenti per nuovi edifici. Viene ancora mantenuta nei secoli successivi, sopratutto per difendersi dai numerosi
briganti che circolano nell'area. Vengono in parte demolite tra il XIX ed il XX secolo, per assecondare le nuove esigenze della modernità.
Il perimetro delle difese è di forma triangolare con al vertice il torrione eptagonale, scomparse sono le altre due torri verosimilmente poste agli angoli. Questi tre punti sono collegati in linea retta dalla cortina muraria che, nel versante settentrionale, mostra ancora i resti di alcune torrette perimetrali a base quadrata. Da un'analisi più attenta delle mura, si potrebbero dividere in due tipologie differenti. Una più semplice a ridosso dell'area del torrione, con un basamento a scarpa meno inclinato. L'altra di epoca posteriore e che si allunga dopo la
nuova porta, con una scarpatura più evidente, corredata da una cornice antiscalata. Entrambe possono testimorianre un'espansione del paese verso Est, avvenuta nel basso medioevo. La
torre dell'Orologio e quella oggi occupata dalla chiesa di
Sant'Antonio, in passato potevano essere gli angoli della precedente cinta muraria. Per la visita alle mura si può partire dalla piazza alla base dell'iconico torrione, dove si trovano la parrocchiale dei
Santi Lorenzo e Nicola ed una
fontana, ad accogliere chi arriva in paese. guardandone il basamento, si nota subito un muraglione di contenimento di fabbricazione contemporanea, lo si segue salendo lungo l'ampia rampa a destra, che nella parte più alta arriva a lambire la cinta medievale. Sebbene piuttosto rimaneggiate, se ne segue il profilo a partire dal torrione, fino ad arrivare all'attuale porta, aperta a seguito della demolizione della chiesa di
Santa Maria di Castro, nella seconda parte del XIX secolo. Osservando le murature si nota ancora il basamento inclinato, che continua ancora avanti lungo loggiato ottocentesco, adiacente alla torre dell'Orologio. Questa è in gran parte ricostruita, ma conserva ancora il basamento originale con la porta castellana. Probabilmente unico accesso in passato al piccolo centro, è caratterizzata da un'arcata di sapore gotico. Continuando su un'altra rampa sulla destra, si passa sotto le balconate del
palazzo Capotosti, dove sono visibile ancora tracce dei basamenti, fino a scomparire del tutto, mano a mano che si prosegue verso Est. In questo versante infatti, non si riesce più a rintracciare con facilità il circuito murario, che riprende però nel versante settentrionale dell'abitato. Qui una piccola via lastricata, corre lungo la base permettendo di osservare l'opera da vicino. Si individua ancora la base scarpata ed il cordolo antiscalata, simile a quella della parte meridionale, inoltre sono ancora presenti le torrette poligonali. Interessanti sono le feritoie orizzontali, aperte nella parte bassa della torretta più ad Ovest, molto efficaci per il tiro alla base delle mura. Poco più avanti inizia il complesso che incorpora il torrione, terminando la visita delle difese di Moresco.