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Nacque a Force nel marzo del 1874 da una famiglia agiata. Gli studi, che iniziarono a Mirandola, lo videro diplomato presso l'Accademia delle belle Arti di Modena.
Si arruolò nelle fila dell'esercito garibaldino, nella guerra greco turca del 1896. Tra i combattenti conobbe il Conte Petracchi, che lo convinse a trasferirsi nell'importante città di Alessandria d'Egitto per le possibilità di carriera; qui entrò a far parte del personale tecnico del museo greco-romano e riuscì a collaborare alla ricostruzione dell'Acropoli di Rhakotis.
Nel 1897 si spostò al Cairo con la nomina di architetto ai lavori pubblici, ma dopo pochi mesi si dimise e iniziò la professione di architetto, entrando prepotentemente nel mondo degli affari del paese, ottenendo numerosi e importanti lavori come il Monumento Funerario della famiglia Nuncovic (in stile classico), il Cenotafio del dott. Elwi Pascià (in stile arabo), la sede della Società di economia politica (in stile rinascimentale italiano), la Scuola Greca di Heliopolis (in stile bizantino), e il Giardino di Esbekieh, sede della Società entomologica della metropoli.
Grazie alle sue doti, il sultano Faud I lo nominò architetto capo delle opere pie sultanali e gli commissionò tutti i suoi palazzi presso Il Cairo ed Alessandria, e nel 1919 gli donò il titolo, di alta distinzione onorifica, di "Bey" (governatore di provincia) e di membro del "Comité de Conservation des Monuments et del'Arts Arabe".
Il suo periodo egiziano spazia dal 1919 al 1936, anno in cui morì il sultano.
Rientrato in Italia nel 1937 si stabilì a Force, nello splendido villino che porta il suo nome, ancora oggi conservato.
L'architetto morì nel 1945, e la città di Ascoli lo commemora nella Pinacoteca comunale, esponendo molte sue opere, come il notevole ritratto del celebre pittore ritrattista ungherese Philip Alexius de Laszlo, noto per le sue raffigurazione di regnanti e importanti personaggi mondiali.

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