Porta del Borgo
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Accesso scenografico al castello di Altidona.
Si trova stretto tra il palazzo comunale e la chiesa parrocchiale di Santa Maria e Ciriaco, al di sotto del campanile di quest'ultima. In principio qui non c'era una porta, ma la parte meglio difesa delle fortificazioni, dove svettava la torre principale dell'abitato, il cassero. Struttura probabilmente realizzata nel XIV secolo, dall'amministrazione dei castelli fermani. Fortunatamente non vi sono eventi bellici legati al torrione, gli unici episodi riguardano l'occupazione del 1521 da parte di numerosi banditi, richiamati dalla collaborazione del sacerdote più importante del centro: il pievano. Presto è però liberata dagli eserciti di Fermo, che imprigionano diversi fuorilegge ed il religioso, responsabile della loro proliferazione. Il torrione inizia a perdere di importanza dopo il XVI secolo, nel XVIII l'adiacente chiesa, all'epoca intitolata a San Michele, viene ristrutturata, raggiungendo le attuali forme. Nel 1886 viene realizzato il nuovo campanile, il progetto è affidato a Giovan Battista Alesiani, del quale non si conosce molto. Probabilmente la porta viene aperta in questo periodo, forando la base dell'antico torrione, costruendo poi un terrapieno come rampa d'accesso. Lo scopo è di migliorare l'accessibilità al castello, stretto dalla sua cinta muraria e dalle due piccole porte, a Nord ed a Sud, che permettevano l'ingresso delle genti e delle merci. Con la novecentesca porta dei Leoni, diametralmente opposta alla porta del Borgo, si completa la nuova viabilità con due comodi accessi al corso cittadino.
La si raggiunge passando per il parco alberato che si stende davanti al paese. Difficile vederne subito le forme, a causa della sua posizione incassata tra gli edifici. L'arco, piuttosto alto, immette in un percorso coperto da una volta che sbuca nella piazza principale. Osservandolo dalla facciata esterna, notiamo i ritagli effettuati sulla cinta muraria, soprattutto sulla destra dell'arco, dove si trova incassata anche una piccola porticina. Invece dalla parte opposta, c'è un piccolo volume in mattoni che si aggrappa tra la porta e la chiesa, con una finestra nella parte alta, altra piccola apertura rotonda si vede sopra la chiave dell'arco. Il tutto caratterizzato da linee essenziali, poco sopra corre la linea del tetto, che termina aggrappandosi al torrione medievale. Di questo rimane solo una porzione di alcuni metri, più in alto si le aggiunte del cantiere del campanile, che utilizza un altra tipologia di materiali. Dell'opera difensiva rimane una piccola finestra ad arco, aperta sulla destra. Ancora in alto iniziano le decorazioni della torre campanaria, con alcune cornici che terminano alla presenza della cella campanaria. Di forma ottagonale, ha quattro arcate ai lati dove ospitare altrettante campane, un cornicione alla base ed uno sulla parte superiore e lesene ai lati degli archi, abbelliscono l'opera. Un cupolino a cipolla di base quadrata, termina in alto con un pinnacolo ornato, dove è installata una croce con la banderuola segnavento a forma di vessillo. La parte coperta ha una pavimentazione leggermente in salita, scandita da un'altro arco che separa in due sezioni il percorso. Vi si possono visualizzare le varie tipologie di murature, a partire da quella medievale all'inizio, fino alla volta ottocentesca nella seconda parte. Voltandosi all'uscita si osserva la parte architettonicamente più rilevante dell'opera, due semipilastri con basamenti e capitelli lavorati, che si alzano fin sopra l'arco, dove è installato il terrazzino comunale. Sul lato che da verso il paese e nella parte alta del campanile, è installato anche l'orologio pubblico.

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