Visibile percorrendo il corso di Falerone tra Piazza della Concordia, col palazzo comunale, la chiesa di San Giovanni e Piazza della libertà , con la chiesa di San Fortunato e l'elegante loggiato.
Il maestoso edificio risale al XV secolo ed è conosciuto come ""Casa di San Paolino"" per il fatto che vi andranno a risiedere i parroci dell'omonima chiesa delle campagne faleronesi. L'insediamento avvenne per ordine della diocesi nel 1573, a seguito della visita pastorale, che stabilì alle parrocchie del comune di celebrare in una sola chiesa all'interno delle mura del castello.
Per l'occasione, il prevosto Giovanni Battista Capranica si trasferisce in questa casa, facendovi installare l'arcata in pietra che venne affrescata con l'effige di San Paolino, già deteriorata nel XIX secolo.
La casa presenta all'altezza del secondo piano della facciata, un'arcata di gusto gotico in pietra bianca, affiancata da due finestre contornate da una cornice in mattoni. Piuttosto anonimo è il pianterreno dello stabile, dove si apre un portale centrale affiancato da due finestrelle, realizzate di recente e senza alcun ornamento.
L'arcata in pietra bianca potrebbe essere stata installata nella casa in un secondo momento, si compone di una cornice scolpita con motivi vegetali, forse una vite che si arrampica fino alle mensole dell'arco, dove spuntano dei grappoli. Nella parte superiore continua il motivo vegetale fino alla cuspide dell'arcata, che si fregia nella parte superiore di una cornice che parte dalle mensole laterali. Lo stile dell'opera lo farebbero risalire ai secoli precedenti; nella parte alta della nicchia si vedono i resti dell'affresco di San Paolino.
Rinascimentali sono invece, le due finestrelle che affiancano la nicchia, di forma rettangolare, contornate da una spessa cornice, bordata ai lati da una fascia con motivi geometrici.
Tre mensole reggono il davanzale, altre due mensolette si trovano più in alto, ai lati della finestra. Il resto dell'abitazione è stata modificata nel corso dei secoli e non presenta altre tracce visibili della struttura precedente.
Il maestoso edificio risale al XV secolo ed è conosciuto come ""Casa di San Paolino"" per il fatto che vi andranno a risiedere i parroci dell'omonima chiesa delle campagne faleronesi. L'insediamento avvenne per ordine della diocesi nel 1573, a seguito della visita pastorale, che stabilì alle parrocchie del comune di celebrare in una sola chiesa all'interno delle mura del castello.
Per l'occasione, il prevosto Giovanni Battista Capranica si trasferisce in questa casa, facendovi installare l'arcata in pietra che venne affrescata con l'effige di San Paolino, già deteriorata nel XIX secolo.
La casa presenta all'altezza del secondo piano della facciata, un'arcata di gusto gotico in pietra bianca, affiancata da due finestre contornate da una cornice in mattoni. Piuttosto anonimo è il pianterreno dello stabile, dove si apre un portale centrale affiancato da due finestrelle, realizzate di recente e senza alcun ornamento.
L'arcata in pietra bianca potrebbe essere stata installata nella casa in un secondo momento, si compone di una cornice scolpita con motivi vegetali, forse una vite che si arrampica fino alle mensole dell'arco, dove spuntano dei grappoli. Nella parte superiore continua il motivo vegetale fino alla cuspide dell'arcata, che si fregia nella parte superiore di una cornice che parte dalle mensole laterali. Lo stile dell'opera lo farebbero risalire ai secoli precedenti; nella parte alta della nicchia si vedono i resti dell'affresco di San Paolino.
Rinascimentali sono invece, le due finestrelle che affiancano la nicchia, di forma rettangolare, contornate da una spessa cornice, bordata ai lati da una fascia con motivi geometrici.
Tre mensole reggono il davanzale, altre due mensolette si trovano più in alto, ai lati della finestra. Il resto dell'abitazione è stata modificata nel corso dei secoli e non presenta altre tracce visibili della struttura precedente.
Bibliografia e fonti
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