Nacque a Montefalcone Appennino il 21 febbraio 1908 da Raffaele e Rosa Majeski.
Fu battezzata di nascosto dal locale parroco il 22 giugno dello stesso anno grazie alla zia Giuseppa Majeski, che per questo sarà allontanata dalla vita famiglia dal padre di Paola, comunista e fervente anticattolico.
Insieme alla sorella Giuseppina si trasferisce a Fermo per gli studi, affidate alle cure della famiglia Maricotti, di nascosto dal padre comincia lo studio del Catechismo ed a frequentare la parrocchia, nel 1921 si ammala di colecistite, malattia che l’accompagnerà per tutta la vita, nel 1922 insieme con la sorella, ricevette la Prima Comunione e la Cresima dall'arcivescovo Carlo Castelli.
Nel luglio dello stesso anno, mentre si trova per le vacanze estive a Grottazzolina, una notte il padre, al quale era stata affidata anche la custodia della bandiera rossa, fu prelevato da individui armati e portato via davanti ai familiari; Paola Renata quindi si rinchiuse in camera a pregare e la notte stessa egli tornò incolume. Nel luglio 1925 sostenne ad Ancona l’esame di Stato per il diploma di maestra, nonostante la febbre dovuta ad un problema alla gamba che le impediva anche di camminare, va ad insegnare nella scuola professionale Santa Chiara di Fermo per tre anni.
Passò la Pasqua del 1927 a Roma e, per essere simile a Santa Teresa del Bambino Gesù, si recò a pregare al Colosseo, partecipò anche all'udienza del Santo Padre. Il 18 agosto a Grottazzolina si ammala di tifo, che si aggiunge agli altri problemi di salute che ne causano la morte l'11 settembre 1927, Il 4 agosto 1965 veniva traslata la salma da Grottazzolina alla chiesa della Madonna della Misericordia a Fermo, per essere tumulata a sinistra dell’ingresso. Nei primi mesi del 1966 i due teologi censori hanno esaminato il caso di Paola Renata, dichiarandone la venerabilità , con l'approvazione della Commissione Cardinalizia, il 16 gennaio 1968.
Fu battezzata di nascosto dal locale parroco il 22 giugno dello stesso anno grazie alla zia Giuseppa Majeski, che per questo sarà allontanata dalla vita famiglia dal padre di Paola, comunista e fervente anticattolico.
Insieme alla sorella Giuseppina si trasferisce a Fermo per gli studi, affidate alle cure della famiglia Maricotti, di nascosto dal padre comincia lo studio del Catechismo ed a frequentare la parrocchia, nel 1921 si ammala di colecistite, malattia che l’accompagnerà per tutta la vita, nel 1922 insieme con la sorella, ricevette la Prima Comunione e la Cresima dall'arcivescovo Carlo Castelli.
Nel luglio dello stesso anno, mentre si trova per le vacanze estive a Grottazzolina, una notte il padre, al quale era stata affidata anche la custodia della bandiera rossa, fu prelevato da individui armati e portato via davanti ai familiari; Paola Renata quindi si rinchiuse in camera a pregare e la notte stessa egli tornò incolume. Nel luglio 1925 sostenne ad Ancona l’esame di Stato per il diploma di maestra, nonostante la febbre dovuta ad un problema alla gamba che le impediva anche di camminare, va ad insegnare nella scuola professionale Santa Chiara di Fermo per tre anni.
Passò la Pasqua del 1927 a Roma e, per essere simile a Santa Teresa del Bambino Gesù, si recò a pregare al Colosseo, partecipò anche all'udienza del Santo Padre. Il 18 agosto a Grottazzolina si ammala di tifo, che si aggiunge agli altri problemi di salute che ne causano la morte l'11 settembre 1927, Il 4 agosto 1965 veniva traslata la salma da Grottazzolina alla chiesa della Madonna della Misericordia a Fermo, per essere tumulata a sinistra dell’ingresso. Nei primi mesi del 1966 i due teologi censori hanno esaminato il caso di Paola Renata, dichiarandone la venerabilità , con l'approvazione della Commissione Cardinalizia, il 16 gennaio 1968.
Bibliografia e fonti
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