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Riscoperto solo negli ultimi anni, fu un poeta dialettale molto attivo tra fine Ottocento ed i primi decenni del Novecento.
Nasce nel 1850 a Teramo e frequenta il liceo cittadino diplomandosi nel 1871, in seguito diventa un dipendente dell'Ufficio Tecnico della provincia.
I suoi primi componimenti dialettali furono pubblicati sul Corriere Abruzzese a partire dal 1879, è di quell'anno "La Ferruvije" e alcuni versi in onore di San Berardo da Pagliara, patrono di Teramo, successivamente editati anche nel 1903 da Gennaro Finamore, medico, glottologo e antropologo abruzzese.
Dottorelli che non volle mai raccogliere in volumi le sue composizioni, pubblicò i suoi versi sul Corriere Abruzzese diretto da Francesco Taffiorelli e nella Rivista Abruzzese, di Giacinto Pannella. La sua produzione di poesie dialettali non è molto vasta e raffinata come altri autori come Brigiotti, ma il suo lessico appare più ricco e lo spirito più "giocoso", contesto che lo fece apprezzare molto ai suoi concittadini.
Sicuramente la sua composizione migliore e più completa fu senza alcun dubbio il "Dante Terramane", una versione ardita in vernacolo di alcuni canti "dell'Inferno", il primo dei quali pubblicato nel 1919, sempre dalla Rivista Abruzzese, con un ottimo riscontro sia di critica che di pubblico.
Si spense nella sua "amata" Teramo nel 1929.

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