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Gioacchino Pasqualini
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Nasce ad Ascoli Piceno nell'agosto del 1902, fu uno straordinario violinista, liutaio, esperto di acustica, ed infine un collezionista di strumenti musicali. Giovanissimo, inizia lo studio di violino presso la scuola diretta da Francesco Attilio Palermi ed in contemporanea, frequenta anche la Scuola Tecnica. Trasferitosi a Roma all'Università la Sapienza si iscrive alle lezioni di Fisica, grazie alle sue doti musicali viene anche ammesso all'Accademia di Santa Cecilia; diplomatosi nel 1924 a soli ventidue anni, nel 1925 entra a far parte della prestigiosa Orchestra dell'Accademia. Nel 1934 gli viene conferito l'incarico ministeriale per una classe aggiunta di violino, nel 1935 consegue anche il diploma di viola. Nel 1937 durante le celebrazioni del bicentenario della nascita di Antonio Stradivari, è relatore al "Congresso internazionale dei Liutai", svoltosi a Cremona. Si discusse delle "Teorie ed esperienze antiche e moderne sui violini". Consegue nel 1938 la laurea in Fisica, sua altra passione, presso l'Università degli studi di Roma, con la tesi sperimentale in "Acustica Musicale". Sempre in quell'anno gli viene assegnata una borsa di studio dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, presso l'Istituto Nazionale di Elettroacustica "Corbino" a Roma. Ormai affermato nel campo delle competenze musicali classiche, nel 1939 viene incaricato dal Ministero della Pubblica Istruzione di riferire sull'attività della Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona, e di formulare proposte per eventuali miglioramenti. Diventa allievo del liutaio romano Rodolfo Fredi uno dei più importanti esponenti della liuteria italiana, esperienza che formò la sua vita professionale. Divenuto anch'egli un esperto liutaio, negli anni successivi pubblica numerose opere sulle strumentazioni musicali e biografie dei liutai di scuola romana e marchigiana, dal XVII secolo in poi. Nel 1940 fu nominato Consulente per l'Acustica Musicale e la Liuteria presso L'Istituto Nazionale e nel 1942 fu insegnante, sempre di Acustica, all'Accademia di Santa Cecilia. Fonda nel 1949 l'Associazione nazionale liuteria artistica italiana (ANLA) con il patrocinio del Santa Cecilia, per promuovere la tradizione di liuteria a Roma. Collabora anche a partire dal 1950-51, con il musicologo belga Renè Vannes nella seconda edizione del " Dictionnare des Luthiers". Divenuto uno dei più importanti liutai internazionali, nel 1953 fa parte della commissione giudicatrice del "Primo Congresso Nazionale di Liuteria contemporanea" di Milano ed intanto partecipa ad altri congressi tenutosi in Europa. Nel 1954 è a Londra con la delegazione italiana invitata dal Comitato internazionale di Acustica, successivamente si occupa della ripresa dell'attività del Museo dell'Accademia di Santa Cecilia, ricevendone l'incarico del riordino delle collezioni nel 1960. Riesce a ricostruire le vicende storiche ed a recuperare gli strumenti in deposito presso il Conservatorio restaura quelli degradati in vista dell'esposizione che avvenne nel 1962. Da esperto collezionista di strumenti e accessori musicali, divise la sua collezione privata in due sezioni ovvero "antica" e "moderna". Nel 1962 donò la sua collezione di strumenti antichi all'Accademia di Santa Cecilia, e nel 1967 quella moderna al Comune di Ascoli Piceno, riguardanti strumenti ad arco, a pizzico e a plettro periodo 1800-1900. Con l'inaugurazione del 1962 del nuovo Museo di Roma, per la prima volta fu mostrata al pubblico una buona parte della sezione antica, comprendente oltre cinquanta strumenti e diversi accessori. Tornato ad Ascoli si spense nel marzo del 1985.

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