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Nelle Marche del XV secolo l'arte dell'intaglio fu molto fiorente. Tra i maestri di questa professione nella zona di Montelparo eccelle Giovanni di Stefano. Già molto giovane apprese questa nobile arte nella bottega ascolana di un altro grande intagliatore, Mastro Giovanni di Maltignano e la sua prima opera datata risale al 1448, quando Padre Giambattista Porti gli commissiona il Coro che doveva armonizzare con l'altare maggiore per la chiesa di San Domenico a Fermo, per una somma di 290 ducati; se pur rimaneggiata, l'opera è ancora presente nel luogo sacro, con i suoi 24 stalli, compreso quello presidenziale, tra i quali si sono conservate pietre incastonate su alcuni pannelli intagliati ed altre decorazioni a sbalzo, con figure di fogliame, di pigne e reti a losanghe, veri capolavori di intaglio su legno. Nel 1445 Giovanni collabora con Paolino da Ascoli per la costruzione del Coro gotico per la chiesa di Santa Maria dei Servi a Perugia, con oltre 30 stalli; nel seggio priorale spicca uno splendido grifone, simbolo della città. Il maestro di Montelparo firma principalmente le strutture portanti, i partitori e i tetti fondamentali nella realizzazione della splendida opera. Giovanni principalmente è da considerarsi un fantasioso costruttore di cornici per polittici e dipinti di affermati pittori della seconda parte del Quattrocento. Documenti risalenti a quei secoli attestano collaborazioni del Maestro con l'artista di Foligno Niccolò Liberatore detto l'Alunno, per la realizzazione di un polittico a Gualdo Tadino, vicino Perugia, nel 1470; sono molte le commesse per straordinari pittori, come Vittore Crivelli, per polittici come quello per Loro Piceno nel 1481. Collabora ancora con l'Alunno per la suggestiva opera del Polittico di Montelparo, ora custodito nella Pinacoteca Vaticana a Roma, nella Collegiata di S.Maria di Piazza a San Severino (MC), o nel polittico a Nocera Umbra (PG), o in quello di Sarnano. Le sue mansioni furono apprezzate anche da Fra Marino Angeli per il polittico di Monte Vidon Combatte del 1458 e da Girolamo di Giovanni da Camerino per una sua opera raffigurante il Calvario del 1473, ora esposta nella galleria Nazionale delle Marche ad Urbino, mentre la parte superiore del polittico è conservata nella Pinacoteca di Brera, a Milano. Pure l'Alemanno, attivo nel Piceno, si serve di M. Giovanni: sue sono le cornici per il polittico di Montefalcone Appennino del 1475. Nella parte finale della sua carriera viene chiamato ancora da Vittore Crivelli che, insieme al suo celebrato fratello Carlo, lavora al polittico di Monte San Martino del 1481; viene riscontrata ancora la sua mano in altre realizzazioni di Vittore, come nel trittico di Monsanpietrangeli e in quello ormai disperso di Monteprandone.

Cenni storici tratti dalla pubblicazione: Montelparo di G. Crocetti. Il Segno editrice.

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