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Nasce a Monteprandone nel luglio del 1672, rampollo di una delle famiglie nobili del paese, suo padre Pietro Angelo era un notaio molto stimato.
Studiò a Roma entrando per i suoi meriti nella Sacra Rota Romana, nel corso della sua decennale carriera di avvocato, si assunse gli oneri di condurre l'ormai secolare disputa tra Monteprandone ed Ascoli per la nomina delle magistrature locali, riuscendo a portare a termine un'impresa straordinaria per l'epoca in campo giuridico.
L'intera questione è riportata in un libro dal titolo " Asculana Iuris Eligendi per l'Illustre Comunità di Monteprandone contro l'Illustrissima città di Ascoli", ancora oggi conservato presso l'archivio parrocchiale della chiesa di San Nicolò. Grazie alle sue ricerche è pervenuto a noi, anche se in forma parziale, il testo dell'atto di sottomissione di Monteprandone allo stato ascolano, trascritto attingendo ad una copia che suo padre aveva ricavato da una versione autentica del 1312.
Ancora in vita nel 1730, quando per risolvere un'altra disputa legale, richiese al comune una copia dei beni farfensi esistenti a Monteprandone e una delle partite catastali dei possedimenti ascolani entro le tenute dell'Abbazia di Farfa.
Probabilmente si spegne dopo il 1735 a Roma, dove risiedeva.

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