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Uno dei cittadini più illustri di Ripatransone, dove nacque il 19 dicembre del 1784, da famiglia nobile.
Educato già giovanissimo da due maestri francesi che si erano rifugiati nella cittadina ripana, imparò in maniera perfetta la lingua d'oltralpe.
Studiò prima a Recanati e poi si recò a Roma, dove apprese le nozioni di giurisprudenza.
Grazie alle sue doti si fece conoscere dall'aristocrazia romana e frequentò l'Accademia di Santa Cecilia, dove acquisì il titolo di Conte.
Tornato nella sua città, perché si rifiutò di iscriversi all'Accademia Ecclesiastica come voleva il padre, si dedicò agli studi filosofici, musicali e letterari, componendo anche una tragedia e una commedia.
Durante il periodo napoleonico venne eletto capitano della guardia nazionale del Dipartimento del Tronto, podestà e viceprefetto.
La sua carriera di funzionario continuò anche dopo la restaurazione: nel 1815 fu vicecommissario a Tolentino e poi a San Ginesio. Successivamente ebbe ancora altri incarichi come podestà per la Repubblica Romana (a Camerino) e deputato alle Camere Costituzionali a Roma, ma con il ripristino dello stato pontificio, nel 1850, Giuseppe si stabilì in maniera definitiva a San Benedetto del Tronto.
Il 24 Gennaio 1849 ricevette Giuseppe Garibaldi che, con Nino Bixio ed altri garibaldini, erano giunti a San Benedetto; il condottiero fu accolto nella sua casa dove pernottò.
Nel 1855, nel Piceno, e quindi anche a San Benedetto, scoppiò una terribile epidemia di colera e Giuseppe immediatamente si prodigò per aiutare la popolazione: questo gli fece guadagnare una medaglia al merito civile.
Si spense nel 1858 a seguito di una polmonite.

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