NULL Grottammare - Habitual Tourist
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Una delle perle più pregiate dell'Adriatico e ciò basterebbe per descrivere la bellezza di Grottammare a chi non l'abbia mai vista.
Sorta all'ombra dell'antica Grottammare Alta, da dove la storia della sottostante moderna cittadina ha preso vita a partire dal X secolo, per passare poi come castello fermano e, dopo l'Unità d'Italia, entrare nella provincia di Ascoli Piceno fino ai giorni nostri.
Nel medioevo l'espansione del castello si era sempre limitata alle pendici della rupe che piuttosto ripidamente saliva fino alla rocca mentre nella zona litoranea esisteva il porto naturale che arrivava quasi a lambire il declivio del paese. Mano a mano che nel 1600 la situazione fuori le mura andava tranquillizzandosi e col lento ed inesorabile interramento del porto inizia la colonizzazione della pianura tra il mare e l'incasato.
Nel XVII secolo alcuni alti prelati iniziano ad edificare poco fuori dalla porta cittadina, nella parte bassa, i loro casini di villeggiatura tra cui oggi sono ancora visibili la villa del cardinale Azzolino ed il villino del vescovo Bacher, divenuto poi Villa Laureati, ora lambita dalla statale Adriatica.
Tra le riforme strutturali che Pio VI opera all'interno degli Stati Pontifici rientra anche Grottammare che aveva appena subito una delle tante rovinose frane della sua storia: il pontefice ingaggia l'architetto Pietro Augustoni per progettare un nuovo insediamento nella pianura litoranea e realizzare la Chiesa di San Pio V. Un ventennio dopo arrivano le truppe napoleoniche a portare i valori della rivoluzione francese in Italia, si dissolvono le istituzioni papaline e viene dichiarata la Repubblica Romana, il paese rientra nel nuovo Governo di Ripatransone compreso nel Dipartimento del Tronto. Intanto gli sono annesse Marano e Sant'Andrea e nel 1804 rientra nel Regno d'Italia di Napoleone, periodo nel quale nel paese viene istituita la sede del Giudice di Pace dell'epoca. Il porto vede aumentare notevolmente i suoi profitti con i blocchi navali all'imperatore. La successiva fine dell'avventura napoleonica e la Restaurazione del 1815 misero in crisi il paese che subì una frenata alla sua incessante crescita che qualche decennio dopo riprese a ritmi sosteuti. Infatti verso la metà del secolo si era andato creando anche un piccolo polo industriale che si svilupperà fino alla battuta d'arresto della seconda Guerra Mondiale. Varie fabbriche erano state aperte, si ricordano quella di fiammiferi, la raffineria di zucchero e per poco tempo una di petrolio, una filanda a vapore invece raccoglieva la seta grezza dai paesi del circondario e la trasformava nel panno pregiato, alcune industrie chimiche erano state fondate dall'abruzzese Vincenzo Comi. Nonostante l'assenza di infrastrutture portuali e quindi con le navi ormeggiate a largo, le merci venivano movimentate tramite imbarcazioni più piccole che venivano poi ritirate in secca sulla spiaggia, tanto che nel 1913 era il secondo porto per volume di traffico della costa marchigiana a Sud di Ancona. Tra le altre industrie si ricordano anche quella che produceva l'acqua ai fior d'arancio che ebbe un particolare successo anche internazionale e ben sette pastifici, tradizione che in parte oggi viene ancora mantenuta.
Nel 1848 è ospite in paese Giuseppe Garibaldi, egli ne approfitta per diffondere le sue idee di indipendenza e raccogliere volontari alla causa unitaria, questi semi germineranno nel 1860 quando anche la popolazione del paese si unì in gran numero alla lotta contro lo stato della Chiesa.
Nel 1860 si fregia dell'onore di aver ospitato un evento memorabile forse per tutta la storia italiana sebbene ai più sconosciuto, evento che accadde dopo gli scontri tra i soldati pontifici e l'esercito piemontese sorretto dalle popolazioni locali: nel settembre soggiorna in paese Re Vittorio Emanuele in viaggio verso l'incontro di Teano. Ospitato a Villa Laureati il monarca riceve qui una delegazione di nobili dissidenti del regno napoletano, giunti di nascosto dall'autorità borbonica, che offrono al Re la corona del Regno di Napoli.
Dopo l'Unità d'Italia si avviano una serie di processi che rivoluzioneranno l'aspetto di Grottammare, innanzitutto gli vengono sottratte le giurisdizioni sulle vicine Sant'Andrea e Marano che fusi insieme andranno a formare il nuovo comune di Cupra Marittima.
La ferrovia si insedia nel litorale nel 1863 dando il via ad un turismo vero e proprio che qui inizialmente era un fenomeno di tipo elitario, composto solo da personaggi abbienti e della nobiltà che qui decidevano di passare le loro vacanze, acquistando proprietà ed iniziando a edificare le prime residenze di pregio. Grazie anche all'intervento di alcuni medici piceni divenuti assai famosi come Gaetano Mazzoni ed Augusto Murri, che era solito anche passarvi lunghi periodi di villeggiatura, che consigliavano soggiorni a Grottammare soprattutto ai malati polmonari come terapia, ritenendo l'aria marina della zona ottima. Cominciano quindi a sorgere le prime attività collegate alle sofisticate esigenze dei facoltosi turisti, oltre ai caffè, ristoranti ed altre attività commerciali si iniziano ad edificare le prime strutture ricettive, sempre orientate ad un turismo elitario. Tra i personaggi che a cavallo del XIX ed il XX secolo vi soggiornano si ricordano il compositore Franz Liszt, Grazia Deledda, Anton Giulio Barrili ed anche l'artista di Montefiore dell'Aso Adolfo de Carolis.
Nel 1865 si avviano le pratiche per edificare un nuovo porto artificiale e pochi anni più tardi nel 1873 la famiglia Rivosecchi inaugura il primo stabilimento balneare. Di rilievo la figura del sindaco Giuseppe Ricciotti che incide profondamente sull'aspetto attuale della cittadina, egli fa realizzare diversi edifici pubblici, la pineta nei pressi della ferrovia ed il lungomare, da cui inizieranno le costruzioni dei villini signorili. Molte vennero realizzate dal Conte Zanchi del Zan che con la sua impresa di costruzioni aveva fiutato il nuovo affare e quindi decise di realizzarne diverse e con stili differenti rivendendole poi a ricchi vacanzieri.
Scoppia la prima guerra mondiale nel 1814 e l'anno seguente l'Adriatico diventa un campo di battaglia quando nel 1915 l'Italia entra in guerra, nell'estate Grottammare insieme a Cupra Marittima vengono bersagliate dalle cannoniere austriache, azioni che nel prosieguo della guerra non furono poi più intraprese. Nel 1922 si rinuncia all'idea di costruire il nuovo porto artificiale per mancanza di fondi, così Grottammare decide sfruttare la costa per sviluppare ulteriormente il turismo. In una notte del 1928 una tragedia sconvolge la popolazione, una grande frana poco distante il paese trascina a valle alcune abitazioni finendo sopra la ferrovia e causando subito dopo un incidente ferroviario, diverse vittime saranno contate alla fine dell'accaduto. L'anno seguente viene dichiarato dal regime fascista "Stazione di cura e soggiorno", vi si inaugurano le prime colonie marine che segneranno la battuta d'arresto per il turismo aristocratico, in complesso il maggior afflusso popolare contribuirà alla costruzione di nuove strutture ricettive e di intrattenimento. Un decennio dopo scoppia la Seconda Guerra Mondiale e come la prima investe Grottammare, soprattutto dopo l'armistizio, numerosi bombardamenti volti a danneggiare la ferrovia ed i ponti costringono molti a sfollare verso l'interno. Sempre in questo periodo si costituisce una cellula partigiana proprio nella cittadina che opererà attivamente nella zona facendo deragliare un treno di munizioni e rubando anche delle dragamine tedesche ancorate a San Benedetto consegnandole agli Alleati, tra i partigiani va ricordato il futuro generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa. Dopo la guerra finisce definitivamente l'attività portuale di Grottammare ormai soppiantata dal grande porto sambenedettese; come il porto anche le industrie andranno in crisi lasciando il passo al turismo e all'agricoltura, soprattuto al settore florivivaistico che oggi ha raggiunto punte di eccellenza tale da fregiare il paese col titolo di "Città dei Vivai". Il Boom economico negli anni 60 darà anche nuovo spunto all'edilizia, fino a raggiungere la vicina San Benedetto con la quale sono ormai quasi fuse in un unico centro.
Oggi il turismo la fa da padrone e tantissimi visitatori accorrono ogni estate e non solo a soggiornarvi. Attrattiva principale è il lungomare dove oltre agli stabilimenti balneari e la pista ciclabile permette di ammirare le pregiate architetture storiche, la grande balconata di Piazza Kursaal, dove si affaccia il palazzo omonimo, con una splendida vista sulla spiaggia. Dietro la piazza, oltrepassata la ferrovia, ci si trova nella Pineta Ricciotti che conduce fino alla Stazione, dalla parte opposta si arriva subito al Corso Giuseppe Mazzini, ove si apre la piazza dedicata a Dante Alighieri ed il centro della cittadina, Piazza Pericle Fazzini, dedicata allo scultore originario del luogo. Entrambe le piazze ospitano sue opere, caratteristici sono alcuni palazzi storici che vi si affacciano e che comunque appaiono con una certa frequenza in tutto il caseggiato. Tra le case si può veder spuntare il campanile della chiesa di San Pio V con la sua grande piazza ornata da una bella fontana, ultimo baluardo di pace contro il traffico della strada statale, un grande muro di mattoni la divide da Palazzo Laureati. Proseguendo si trovano alcuni interessanti edifici pubblici come l'Ex Palazzo Comunale, l'attuale Municipio già Palazzo Ravenna e l'elegante scuola, da qui in poi le abitazioni si fanno sempre più moderne fino a raggiungere la frazione di San Martino, ormai divenuta parte della cittadina.
La fama della cittadina ormai è tale che non serve aggiungere altro.

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