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Nato a Teramo nel gennaio del 1891, fu poeta ed intellettuale, diede un contributo fondamentale alla scena culturale della sua città.
Vi compie gli studi conseguendo il diploma di ragioneria, entra in seguito a lavorare negli uffici dell'Amministrazione delle Poste e Telegrafi, dove grazie alle sue capacità ne diverrà il direttore, nel 1920 convola a nozze con Elvira Cruciano, unione che genererà ben nove figli. Fu anche assessore comunale, membro del consiglio della "Congrega di Carità" e presidente dell'"Unione Famiglie Numerose", il forte legame con la sua terra gli fece rinunciare incarichi di rilevanza presso il Ministero delle Poste. La grande dedizione con cui si impegnava nelle sue mansioni organizzative e intellettuali, gli valsero nel 1923 l'alta onorificenza di Cavaliere della Corona d'Italia.
Mostra le sue doti poetiche a partire dal 1920, quando viene chiamato a collaborare con il periodico "Il Piccolo Sasso", giornale umoristico molto conosciuto nella provincia, del quale diverrà redattore. Attraverso vignette corredate da brillanti filastrocche, che firmava con l'appellativo "Fortunello" personaggio del Corriere dei Piccoli, i lettori ebbero modo di apprezzare la sua abilità di fine umorista. I personaggi caratteristici che svolgevano un ruolo pubblico, divennero sotto la sua penna, oggetto di spassosi e divertenti versi. Non mostrò molto interesse per la pubblicazione delle composizioni, dando maggiore importanza ai testi poetici, sebbene molti di essi rimasero a lungo inediti. Solo i suoi eredi provvidero a pubblicazioni postume, come nel caso dei "Canti di Fortunello" uscito nel 1960, o "Il Ritorno di Fortunello" del 1967, curati da suo figlio Marcello, anch'esso poeta. Al suo esordio di poeta dialettale riprese a firmarsi con il nomignolo di "Fortunello", quasi a rimarcare il suo spirito umoristico, che aveva caratterizzato la sua precedente esperienza nella stesura di filastrocche. Seppe interpretare il suo territorio cogliendone i vari aspetti: dalla società ai suoi personaggi più illustri, come Giovanna Milli, oppure nei suoi monumenti storici. Attivo anche come paroliere musicale, nel 1936 scrive "Inno al Ruzzo", musicato dal Maestro Pasquale Malaspina, quindi "Canzone d'amore" con le musiche del celebre Antonio Di Jorio, con il quale instaura una lunga collaborazione. Partecipa con altri componimenti a molte prestigiose manifestazioni canore, dal 1920 partecipa alla "Maggiolata", festa canora che celebra la poesia e la musica. Altra sua opera fu "Inferno", composizione in lingua dialettale ispirata da Dante Alighieri, nella quale immaginava di discendere negli inferi per incontrare cittadini e personaggi teramani condannati a pene diverse.
Si spense nell'aprile del 1952, a lui sono stati intitolati a il Liceo Scientifico e l'Istituto Tecnico Economico cittadino.

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