NULL Lino Mannocchia - Habitual Tourist
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Pasquale Omero Marino Mannocchia per tutti " Lino" nasce nel febbraio del 1921 a Giulianova primogenito del giornalista e scrittore il Cav. Francesco. L'infanzia a Giulianova viene vissuta sopratutto con i nonni paterni, le cronache narrano che Mannocchia aveva accarezzato il sogno di una carriera ecclesiastica. tanto fu che il padre in una delle sue tante trasferte romane per lavoro contattò personalmente il Cardinale Alessio Ascalesi per farlo entrare in al Seminario di Teramo, dove rimase per due anni. Finito il primo ciclo scolastico, si iscrive all'Istituto Tecnico Industriale "Raffaele Pagliaccetti", alla fine degli anni Trenta quasi diciottenne ebbe il modo di conoscere l'Avvocato Attilio Re noto giurista giuliese, le prime battute del penalista furono profetiche "perchè non scrivi come tuo padre sul nostro Giulianova calcio se sbagli ti aiuto io". Fu il suo primo "pezzo" giornalistico l'Avvocato lesse ed approvò. Iniziando nel campo dello sport cittadino Mannocchia spiccò il volo nella carriera giornalistica. Con l'avvento del fascismo, ma anche durante la sua formazione scolastica, Lino partecipa ai movimenti giovanili dell'epoca. arriva nelle prime posizioni agli Annali Fascisti per le scuole giuliesi. Poi vi furono le selezioni provinciali a Teramo, dove primeggia, tra gli applausi dei presenti. Dopo la fine delle scuole superiori trova un posto da supplente a Torino come insegnante di Italiano. Finito il periodo torinese il padre lo iscrive al Regio Collegio Aeronautico di Forlì per istradarlo ad una sicura carriera militare. Al termine della visita all'Accademia di Mussolini, il redattore dell'EIAR dettò il resoconto dell'avvenimento ma l'aviere deputato a trascriverlo preso dall'emozione non riuscì a porta a termine il suo lavoro. Il Comandante dell'Accademia conoscendo le doti di Mannocchia lo chiamò e gli chiese di trascrivere un nuovo "pezzo". Dopo la stesura lo stesso Mussolini lo visionò e si congratulò con lui. Con lo scoppio del Secondo Conflitto Mondiale viene trasferito a Mostar nell'allora Jugoslavia, con la resa del 8 settembre, e dopo una lunga odissea dentro vagoni merci il giovane Sottotenente fu internato in un campo di concentramento vicino Francoforte in Germania, un esperienza terrificante durata ben tre anni. Tornato a casa scopri che un bombardamento aveva centrato la sua casa procurando la morte del padre, ma sia la madre che i sui fratelli ebbero salva la vita. Nel 1948 iniziò a collaborare con diverse testate giornalistiche italiane molte delle quali dirette da colleghi di suo padre Francesco. Nei primi giorni del marzo 1949 Mallocchia intraprese una nuova avventura si imbarcò da Napoli per gli Stati Uniti insieme alla moglie che era già in possesso della cittadinanza americana . Arrivato a New York visse un periodo nel Bronx, nel quartiere "Little Italy" arrangiandosi con lavori saltuari. Ma la passione giornalistica era sempre accesa quindi collaborò con la rivista "Voice of America" ed era corrispondente per l'estero per i giornali italiani. Passò anche nel campo della televisione presentando un programma settimanale sulla rete " Werd" condusse anche trasmissioni radiofoniche, incominciarono per lui ad aprirsi le porte dei famosi studi cinematografici americani con prime mondiali del mondo della celluloide. Nel corso della sua carriera intervistò e conobbe Franck Sinatra, Dean Martin, Perry Como, Rocky Marciano, Manuel Fangio, Mario Andretti e molti altri. Durante i suoi programmi radiofonici ebbe modo di intervistare i Presidenti americani Eisenhower, Kennedy, Jonhson Carter e Clinton. Per i giornali italiani Mannocchia collabora con Il Corriere della Sera, tramite Luigi Palumbo, Il Secolo XIX, Il Messaggero, e La Stampa. Fu cofondatore della testata sportiva Stadio di Bologna, la cui collaborazione continuò anche dagli U.S.A. con interessanti reportage. Importantissima fu la collaborazione con Ruggero Orlando storico corrispondente RAI da New York, ricevendo anche dalla televisione di stato italiana il più alto elogio per la sua trasmissione su lanci di satelliti americani. Lino come lo chiamavano tutti diventò anche corrispondente del settimanali automobilistici, " Rombo" Autosprint" e "Controsterzo", la passione per i motori derivò da una intervista al grande Tazio Nuvolari. Attivo fino a tarda età nel campo giornalistico sopratutto sportivo, Mannocchia sfidando spesso i disagi dei voli aerei seguì la varie manifestazioni motoristiche come la 500 Miglia di Indianapolis, della quale era un noto e rispettato esperto. Nel 2014 venne premiato presso l'Auditorium dell'Aquila con la prestigiosa presenza del Presidente dell'Accademia della Crusca Prof. Sabatini. Nonostante avesse da poco compiuto 96 anni Lino collaborava attraverso le nuove tecnologie con Artemia Editrice per un'ennesima interista o articolo da New York. Il decano dei giornalisti abruzzesi si è spento nel marzo del 2017. Una vita incredibile e straordinaria.

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