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Nasce nel piccolo centro di Monte Rinaldo nel gennaio del 1734. La famiglia Antonini aveva dato alla chiesa un'altra esemplare figura di sacerdote, Conte Antonini, già indicato come esempio di santità quando ancora era in vita. Anche suo fratello Luigi ebbe un ruolo inerente a tematiche religiose: fu prima campanaro del Duomo di Fermo ed in seguito istruttore dell'"asilo dei trovatelli", istituzione caritatevole che in quei secoli aiutò ragazzi poveri ed orfani. Prima di prendere possesso della parrocchia di Monte Rinaldo, Don Serafino resse per otto anni quella di Monte Vidon Corrado. Durante il suo lungo percorso sacerdotale si distinse per l'intraprendenza nel trovare i finanziamenti per la costruzione della chiesa della Misericordia (la sua opera iniziò quando ancora non era parroco nel suo paese natale), fu molto attivo nel reperire i fondi necessari all'ultimazione e alla definitiva consacrazione, sanò inoltre i dissidi tra la Confraternita del SS. Sacramento e quella del Rosario, sempre in competizione tra loro. Don Antonini riuscì, nel 1798, a far benedire il nuovo luogo sacro dal Vescovo Giuseppe Bartolomeo Menocchio, addirittura, evento eccezionale, durante l'occupazione napoleonica. Il ricordo della sua figura viene associato inoltre alla tremenda carestia del 1816-1817, che mise alla prova la popolazione locale, causata da un'estate straordinariamente fredda che compromise la raccolta del grano. Don Serafino era ormai molto avanti con gli anni, ma moltiplicò i suoi sforzi per far fronte all'emergenza, soccorse i più bisognosi e il suo straordinario esempio fu seguito da molti altri sacerdoti e esponenti dotati di maggiori risorse economiche. Insieme alle autorità comunali fu stabilito della che gran parte del grano del monte frumentario servisse a sfamare la popolazione e lo stesso sacerdote si accertò che avvenisse in maniera regolare per tutti. Prendendo esempio dal suo antenato Conte, visse una vita di rinunce e privazioni, pregando in maniera assidua, traendo in essa la propria forza. Fu anche un ottimo amministratore per i beni della parrocchia, tesi che venne confermata in un documento nel 1820, un anno dopo la sua morte, avvenuta nel luglio del 1819. Il popolo di Monte Rinaldo, riconoscente, chiese che la sua salma fosse sepolta all'interno della chiesa parrocchiale della Misericordia, ma le disposizioni vigenti lo vietavano; il nuovo sacerdote scrisse invano una lettera all'Arcivescovo di Fermo, il Card. Brancadoro. Venne concessa la seconda ipotesi: quella di tumularlo nella chiesa di Santa Maria in Soccorso (oggi Crocifisso). Dopo secoli la memoria storica di Don Serafino Antonini non fu rimossa e nel 1945 le spoglie mortali furono riposte dentro un piccolo sarcofago tumulato in una sezione apposita della sua chiesa: quella della Misericordia.

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