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Posta al centro del moderno insediamento di Stella di Monsampolo, lungo la bassa vallata del Tronto, domina una grande piazza adiacente alla strada statale Salaria.
Poco dopo il passaggio delle istituzioni religiose monsampolesi dalla diocesi di Teramo a quella di Ascoli, si nota la necessità di costituire una nuova parrocchia nel fondovalle, dove la frazione di Stella aveva registrato importanti tassi di crescita della popolazione. La nuova parrocchia viene costituita nel 1966, subito dopo il "Congresso Eucaristico Diocesano", del quale avrebbe dovuto portare il ricordo. Viene quindi scelto il nome di Maria Santissima Madre della Chiesa, in onore del Concilio Vaticano II, ora la comunità aveva bisogno di un nuovo centro spirituale. Inizialmente si utilizzava come sala celebrativa un capannone, subito dopo l'arrivo del nuovo parroco nel 1967, Don Bernardo Domizi da Offida, si decise di costruire una sala parrocchiale, da adibire a oratorio in attesa di una vera chiesa. I lavori per la sala furono rapidi, intanto si andavano reperendo gli ultimi fondi per la nuova parrocchiale. Superate le iniziali divergenze su dove far sorgere la chiesa, se da un lato o dall'altro del fosso di San Mauro, il cantiere iniziò nel 1968. Una solenne cerimonia sarà allestita per la posa della prima pietra, dove partecipò il vescovo di Ascoli: Marcello Morgante. Sarà completata tre anni più tardi e consacrata sempre dal vescovo, con una cerimonia che ebbe grande risalto. Negli anni a seguire viene anche arricchita della mobilia e delle opere d'arte, tra queste la statua lignea della titolare, realizzata dallo scultore altoatesino Giuseppe Stuffleser e collocata nella chiesa nel 1975. Inoltre, il lampadario artistico installato nel 1983, progettato dall'architetto Carlo Santanchè e realizzato dal veneziano Roberto Brutesco. Sempre nello stesso anno si dota di un crocefisso del grottammarese Ubaldo Ferretti, infine del tabernacolo in legno doratO di Calvino Binni. Nel 1997 la cuspide diviene instabile e si decide di rimuoverla, ne viene posizionata una nuova nel 2000.
La chiesa è piuttosto ampia e può contenere fino a 3500 persone, ha una pianta a stella con le punte tronche, progettata dall'Ing. Arduino Caioni, originario di Stella, mentre i lavori saranno eseguiti dall'impresa dell'Ing. Gaetani. Si compone di una struttura in cemento armato lasciata a vista e da mura in mattoni. L'ingresso avviene tra i due bracci della stella rivolti a meridione, un'ampia tettoia copre il sagrato che introduce ai tre ingressi, molto ampio è quello centrale, al di sopra corre una fila di finestre rettangolari. Il bordo della tettoia si raccorda all'edificio in corrispondenza di una fascia strutturale in cemento, che corre lungo tutta la struttura, dividendola in due nel prospetto dell'altezza. Sopra la tettoia invece si alza un'ampia vetrata, separata da pilastri, che ha una conclusione in alto di forma triangolare, dietro la punta si alza un pinnacolo in metallo, sormontato da una croce, che si alza al centro del tetto. Qui, sono istallate le campane elettroniche dal 1979. Ai lati si possono notare degli ampi finestroni con una struttura metallica ad esagoni, che contribuiscono ad illuminare l'interno.
L'esterno lascia visibile la struttura in cemento, che sul tetto converge verso il centro della volta, intonacate sono invece le mura, ad esclusione del presbiterio dove un motivo di piastrelle sui toni di giallo, riveste le pareti. In alto si vede l'affresco dell'annunciazione, realizzato tra il 2012 ed il 2013, dal pittore e monaco benedettino Ruberval Monteiro Da Silva, a ricordo del cinquantenario del sacerdozio di Don Bernando Domizi e dell'erezione della parrocchia. Sul lato destro della facciata, vi sono una serie di strutture annesse alla chiesa, dove avvengono le attività parrocchiali e la casa del parroco.

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