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Frazione placidamente adagiata ai margini della faleriense, lungo i dolci pendii che mano a mano risalgono fino alla severa rupe che un tempo preservava il famoso castello. Oggi della fortificazione non rimane più nulla ed il sito, in contrada Santa Susanna, è stato occupato da una casa privata che cela ancora qualche misero rudere.
L'attuale incasato di Monteverde è più recente rispetto al castello, presumibilmente nasce come borgo nella pianura sotto di esso. La contrada prendeva il nome di "Case" e dopo il 1443, quando il castello venne raso al suolo dai montegiorgesi, ospiterà i superstiti della battaglia permettendo di ricominciare una nuova vita. Ma già nel 1451 Fermo premeva per riavere la proprietà di Monteverde e dopo varie controversie con i montegiorgiorgesi tornerà in mano al porporato fermano nel 1459 e nonostante le ridotte dimensioni riuscirà a mantenere una certa autonomia fino alla fine del XIX secolo.
Poco più a valle nella contrada Trocchiaro, nel XVIII secolo, sarà eretta la chiesa di Santa Maria delle Grazie poco distante l'antica fonte.
Nell'epoca napoleonica passa sotto il cantone di Montegiorgio e durante la restaurazione nel 1817 viene appodiato sempre al capoluogo e tale rimarrà fino all'Unità d'Italia quando diventerà permanentemente una frazione montegiorgiese nella provincia di Ascoli Piceno e dal 2004 in quella ricostituita di Fermo.
Negli ultimi anni la frazione Case si è andata spostando verso valle, fondendosi con le poche case e la chiesa di Trocchiaro, di origine sette-ottocentesca, diventando un unico corpo che rappresenta la Monteverde contemporanea: nella parte alta sono rimaste le abitazioni più antiche mentre una fila di case del secondo dopoguerra unisce i due primitivi insediamenti.
Altre località che vanno a comporre la frazione sono: Cardinale a Ovest, Santolino a Nord e Colle ad Est, tutte a ridosso di Case.

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