login
Visualizza sulla mappa

Niccola Palma è considerato il maggior storico della provincia di Teramo grazie alla sua opera maggiore "Storia Ecclesiastica e Civile della Regione più settentrionale del Regno di Napoli".
Nasce a Campli nel luglio del 1777, giovanissimo si dedica agli studi scoprendo in seguito il Latino, che diventerà la sua grande passione, grazie allo zio Don Pasquale Palma canonico e teologo della Cattedrale di Campli. Niccola studiò pure Filosofia e i fondamentali della Matematica con Michelangelo Cicconi che tra il 1790-1792 insegnò nel Seminario di Campli. Approfondì inoltre gli studi matematici con l'Abate Angeloni presso la badia di Corropoli, si specializzò in Storia, Geografia e Archeologia grazie alla sapiente guida del Barone Alessio Tulli. Non contento apprende l'arte della Poesia ed è seguito in questo filone da Francesco Filippi Pepe. Nelle composizioni poetiche si firmerà Alcano Ladonio. Fu anche appassionato di musica studiando clavicembalo e canto. All'eta di 20 anni intraprende la strada del sacerdozio, si sposterà quindi a Napoli nel 1798 per proseguire gli studi ma dopo pochi anni tornerà nella sua Campli.
Nel 1801 viene ordinato sacerdote quindi torna di nuovo a Napoli e nel 1803 consegue la laurea in Diritto Civile Canonico. Declinò l'incarico di Vicario Generale nella diocesi di Salerno tornando in Abruzzo, la sua nuova destinazione fu di Esaminatore e Consultore nelle Marche prima a Ripatransone e poi nella diocesi di Montalto. Canonico della Cattedrale di Campli, nel 1808 fu ricevuto da Gioacchino Murat in qualità di Deputato della città. Grazie alle sue qualità Palma fu scelto dal suo Vescovo Cresci come Maestro di Teologia del clero della diocesi. Attirò l'attenzione del Vescovo di Teramo Nanni che lo nominò Canonico della Cattedrale Aprutina. Niccola nel 1808 accetta e si trasferisce con tutta la famiglia nel capoluogo dove acquista tre fabbricati adiacenti in quella che oggi è la via che porta il suo nome. La sua carriera ecclesiastica sarà impostata sulla predicazione e all'insegnamento, con uno spazio dedicato anche alle sue numerose passioni e alla ricerca storiografica. Notevole fu la mole di lavoro, fu docente di Filosofia e Matematica nel Seminario Aprutino, membro del Giury per la sezione delle Scienze, assistente spirituale e predicatore del Conservatorio di San Carlo, consigliere scelto di Gaspare del Bufalo in seguito dichiarato santo.
Simpatizzò per il governo napoleonico e per questa motivazione tenuto sotto stretta osservanza. Nel 1824 gli venne impedito ogni ministero ecclesiastico e civile. Grazie alla sue straordinarie e poderose pubblicazioni dedicate alla storia di Teramo riceve riconoscimenti anche fuori del Regno di Napoli. Diventa socio del Reale Istituto d'incoraggiamento Napoletano nel 1835, delle Società Economiche di Teramo nel 1833 e di L'Aquila nel 1836. Negli ultimi anni della sua vita dovette rallentare il ritmo del lavoro a causa di problemi di salute, si spense a Teramo nell'ottobre del 1840. La sua "Storia Ecclesiastica e Civile", che rimane ancora oggi la più completa e documentata pubblicazione sulla storia di Teramo, richiese all'autore un faticoso lavoro durato per circa tre decenni. I cinque volumi furono editi dal 1832 al 1836, i primi tre trattavano la storia dai tempi antecedenti ai romani fino al 1833, il quarto è dedicato alle cronache della chiesa, mentre il quinto alle biografie degli uomini illustri.

Se vuoi condividere questa scheda sui social, puoi utilizzare uno dei pulsanti qui sotto:

Altro nelle vicinanze