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Probabilmente nasce intorno alla seconda parte del Cinquecento a Villa Portella di Venarotta. Da notizie certe, provenienti dagli archivi dei padri cappuccini, Basilio è menzionato come guardiano in un convento posto ad ovest di Montpellier, vicino a Beziers, in un borgo marinaro che ancora oggi porta il nome di Agdi, esperienza che durò circa tre anni dal 1596 al 1599. Rientrato nelle Marche Basilio iniziò la propria predicazione principalmente nel Piceno. Il suo bagaglio non era vasto in cultura ed eloquenza, ma non mancava di tenacia e di fede, non amava i pulpiti delle città, preferiva rivolgersi alle piccole comunità. Nel 1605 è a Santa Vittoria in Matenano dove diventa guardiano del convento, nel 1618 lo troviamo ad Ascoli Piceno nel convento di Santa Maria in Solestà come Vicario, qui fu incaricato di presiedere il trasferimento del corpo di San Serafino da Montegranaro, rito che si svolse il 2 maggio, con una solenne cerimonia cui, oltre all'autorità, partecipò una grande folla di cittadini ascolani e un folto gruppo proveniente da Montegranaro, con in testa il nipote del santo Ippolito Piampiani.
Nel 1622 Basilio ormai è riconosciuto come un esponente di spicco dell'ordine e sempre dal convento di Santa Maria invia a Roma due missive per perorare la causa di un suo confratello accusato e condannato in maniera ingiusta dal tribunale ecclesiastico. Una mossa azzardata ma le ragioni che muovevano il religioso erano fondate: Basilio testimonia di essere stato in passato superiore dell'accusato e di averne sempre apprezzato la condotta. La sua esistenza ha ancora in serbo un'altra destinazione: Padre Basilio viene mandato dal suo ordine nel pesarese a Montevecchio, dopo aver predicato la Quaresima a Sant'Ippolito a Fano, le sue condizioni peggiorano. Portato nel suo convento e munito dei conforti religiosi si spegne nell'aprile del 1627.

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