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Bell'esempio di edilizia medievale abruzzese nel castello di Tossicia, ormai ridotto in stato di abbandono.
Il palazzo, realizzato in pietra locale, era un tempo più ampio ma una parte è stata demolita e riedificata, perdendo il suo aspetto originale. Secondo le analisi stilistiche dovrebbe risalire alla prima metà del XV secolo, mostra un bel portale e due finestre lavorate di sapore gotico.
Il portale con arco a sesto acuto si apre sul lato destro dell'attuale facciata, si compone di un arco abbellito con una cornice esterna che poggia alla base su mensole lavorate, due piccole finestre irregolari protette da un'inferriata, si aprono sulla sinistra. Sopra l'ingresso è murato lo stemma recante la data del 1465, corrispondente a quelli che si trovano scolpiti sul portale laterale, ed anche nel monumento funebre, opera del maestro lombardo: Girolamo da Vicenza, presenti nella vicina chiesa di Santa Sinforosa. Nonostante ci si appelli al palazzo col nome dei Gaudiosi, lo stemma impresso non corrisponde con quello della famiglia.
Una cornice divide il piano terra dal primo e funge anche da davanzale per le due ampie finestre, la prima a destra piuttosto semplice, presenta un arco inflesso mentre la seconda, ha la struttura di una bifora sebbene manchi la colonna centrale. Finemente lavorata è la parte superiore della finestra, una cornice racchiude l'arcata esterna mentre i due archetti trilobati all'interno mostrano una serie di fitti motivi geometrici a diamante, ai lati le due mensole sono arricchite da figure vegetali. Fra i due archetti c'è un'apertura anch'essa incorniciato, intorno vi sono scolpite alcune figure, infatti ai lati si affacciano due angeli mentre in basso si intravvedono due immagini di animali.
Rimane qualche traccia del secondo piano ormai quasi interamente crollato insieme al tetto, un vero peccato per una bella testimonianza storica del teramano.

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