NULL Patrignone - Habitual Tourist
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Il paese si snoda seguendo parte del lungo crinale che dai piedi del capoluogo si estende verso sud, fino al fiume Tesino. Data la posizione anch'esso ha subito gravi mutilazioni dovute al fenomeno erosivo dei calanchi. La parte più alta è occupata dalla piazza detta Cassero, in ricordo delle fortificazioni che vi sorgevano; da qui si scende per il corso principale dove si affacciano i palazzi nobiliari e gli edifici di culto come la chiesa di Santa Maria in Viminatu. Continuando a scendere, sulla destra si trova via del Girone: il nome, sinonimo di castello o comunque di recinto murato, allude alla presenza di fortificazioni. Proseguendo si arriva fino a piazza Bonfini dove sorge l'omonimo palazzo e la parte bassa dell'incasato dove si affacciano anche i resti della medievale Porta Sud, la piccola chiesa della Madonna di Reggio (protetta da un porticato in cotto) ed il vecchio palazzo municipale. Uscendo dalla porta si può seguire il tracciato delle mura che conservano ancora due torrioni cilindrici di cui uno solo completo. La prima fonte storica di Patrignone risale al 1039 e nel 1074 entrò nel presidiato Farfense. Nel XIII secolo questo piccolo borgo fu dato in feudo alla famiglia ascolana dei Bonfini, fatto che inaugurò un rapporto di dipendenza tra Patrignone e la città di Ascoli. La massima prosperità culturale ed economica si concentrò tra il 1300 e il 1500, quando furono edificate prima la chiesa, poi il torrione quindi le mura difensive. Patrignone era ricca di botteghe artigianali per la lavorazione del legno, ed era attiva anche una fornace. Nel 1571, dopo la soppressione del presidiato Farfense, il borgo passò sotto la diocesi di Ripatransone ma dal 1586 fu annesso alla nuova diocesi di Montalto, istituita da Sisto V.

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