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La famiglia Rosati era originaria di, Ponzano frazione di Civitella del Tronto. Pietro vi nasce nell'aprile del 1834. I genitori erano intellettuali; compì i primi studi con il parroco locale, nel 1847, tredicenne, entrò nel Real Collegio di San Matteo a Teramo, un istituto di pregio, il più importante della città. Due anni dopo Pietro venne affidato ai Padri Barnabiti; la vocazione religiosa arrivò negli anni seguenti. Il Rosati si trasferì a Resina, nel napoletano, dove iniziò il noviziato e divenne infine sacerdote nel 1858, a Roma, nella chiesa di San Carlo ai Catinari. Tra il 1861 e il 1865 Pietro, ottenuta l'abilitazione per insegnare Greco e Latino, iniziò la sua carriera di docente prima a Napoli, nel "Collegio Santa Maria a Caravaggio", poi a Parma, nel "Liceo Collegio Maria Luigia", proseguì a Firenze, a Mocalieri in Piemonte e a Bologna, dove insegnò Retorica fino al 1911. In Emilia ricoprì varie cariche, tra le quali quella di Rettore, dal 1881 al 1885. Intanto il Rosati scalava le gerarchie dell'ordine Barnabita: a partire dal 1892 gli vennero assegnati diversi incarichi di prestigio come Vicario e Prefetto. Latinista di fama, scrisse una vasta produzione di testi poetici. Pietro partecipò a numerose manifestazioni e premi letterari: celebre fu l'edizione del "Certamen poeticum Hoeufftianum" di Amsterdam, il più prestigioso premio letterario di poesia in lingua latina in Europa; il religioso di Civitella vinse il premio, si affermò in altre 18 edizioni, stabilendo un vero e proprio record ed ebbe anche l'onore di vedere pubblicate le sue opere. Compose anche diversi poemi di carattere satirico, come il "Tannereis" e il "In Mulieres litteratas". Fu amico di Giovanni Pascoli, uno dei più grandi letterati italiani, con il quale condivideva la passione per la lingua dell'antica Roma. Ma il Rosati fu anche un valente uomo di scienza, divenne un ricercatore naturalistico esperto in Ornitologia, Mineralogia, e Botanica. Scrisse anche molti trattati che riguardavano gli uccelli e il famoso "Manuale dei funghi velenosi", testo che ebbe una vasta risonanza. Negli anni durante i quali soggiornò a Bologna donò al collegio cui era il Rettore un Museo Zoologico, che venne intitolato alla sua memoria. Si impegnò personalmente alla sua realizzazione con l'imbalsamazione di centinaia di animali di qualsiasi specie. Il progetto crebbe in maniera esponenziale, diventando in poco tempo un dei migliori in Italia. Il sacerdote Barnabita non si fermò a queste attività: coltivò una predilezione per le arti musicali, suonava il pianoforte e si dilettava con il canto, fu anche un esperto cuoco sperimentando piatti elaborati e metodi di conservazione degli alimenti, fu infine un ottimo disegnatore. Figura poliedrica e di spessore, Pietro Rosati si spense improvvisamente a Civitella del Tronto, durante una visita ai suoi famigliari, nell'agosto del 1915. Al funerale solenne partecipò tutta la cittadinanza; è sepolto nella cappella privata fatta costruire dal nipote Vincenzo.

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