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Uno dei ponti romani della Salaria, scavalca il fosso di Folignano affluente meridionale del fiume Tronto.
Lo oltrepassa nei pressi della Fonte della Scodella, dalla quale acquisisce il nome; ad oggi lo si trova incastrato tra il moderno ponte della strada statale "Piceno Aprutina" ed un altro ponte più datato, che conduce a Villa Mercatili.
Probabilmente fu eretto durante i lavori di miglioramento della viabilità della strada consolare Salaria, voluti dall'Imperatore Augusto all'inizio del I secolo a.C. e testimoniati da una pietra miliaria, rinvenuta nei pressi della vicina frazione di Marino del Tronto.
L'antica strada lasciava Ascoli dal Ponte di Cecco, proseguendo lungo la sponda meridionale del Tronto e attraversando il ponte del Gran Caso, proseguiva imboccando il ponte della Scodella e continuando per il Marino, fino al porto di Truentum.
Molto rimaneggiato durante il medioevo, cade in disuso quando viene sostituito dal ponte per Villa Mercatili, successivamente gli sarà affiancata anche la strada statale; caduto in abbandono e invaso dalla vegetazione, viene recentemente riscoperto e reso fruibile alle visite.
Costruito in travertino locale, mostra un'arcata singola lunga 5,60 metri che attraversa il corso d'acqua e si innalza di pochi metri, le successive opere di viabilità ne hanno interrotto il collegamento stradale.
Per arrivare al ponte bisogna scendere dei sentieri posti ai due capi, partono nei pressi del ponte della strada brecciata di Via Navicella, per chi arriva dalla città di Ascoli, l'ingresso si trova su di un angolo lasciato aperto dalla ringhiera in ferro, che delimita le sponde del fosso.
Il sentiero è breve ma ripido, porta subito ad un tratto della rampa dove transitava l'antica viabilità e scendendo fino all'imbocco del ponte, si potranno vedere dei bassi muretti di pietre a secco o legate con poca malta, che lo bordano. Da qui ci si affaccia per vedere l'arcata composta da blocchi di travertino squadrati, l'unica parte costruita con una certa maestria, mentre le spalle ed il resto delle mura sono costituite da pietrame vario, come anche i bassi parapetti, forse un tempo più eminenti.
Anche la pavimentazione è realizzata in pietra, da notare le due file di colonnine che affiancano il percorso stradale agli estremi e sulla metà del ponte; all'uscita si nota che la strada piegava verso sinistra, terminando oggi nella massicciata della statale.
Poco battuto dagli itinerari turistici classici, merita una visita soprattutto perché facilmente raggiungibile e nonostante sia situato lungo una strada piuttosto trafficata, passa spesso inosservato all'occhio dei viandanti.

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