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Nasce nella cittadina giuliese nel 1839. Già da bambino Raffaele incomincia ad interessarsi al disegno, viene preso sotto la guida dell'artista Flaviano Bucci che ne intuisce le grandi doti, che gli fece affrontare anni di intenso studio e di esercizio che ne formeranno la carriera. Molti eminenti cittadini di Giulianova presero a cuore le sorti di questo ragazzo di spiccata personalità artistica, tra cui il Conte di Castellana e l'Ingegnere Gaetano Di Bartolomei, permettendo al Pagliaccetti nel 1856 di recarsi a Roma a frequentare l'Accademia di Francia e in seguito quella di San Luca. I
Il soggiorno romano fu molto proficuo e dopo circa tre anni, Raffaele tornò a Giulianova dove già ebbe le sue prime commissioni nell'ambito artistico. Influenzato dalla studio di modelli classici, l'artista cambiò addirittura il suo nome che da Raffaele passò a Raffaello.
In questo periodo, oltre che scultore, il Pagliaccetti si cimentò anche negli acquarelli tanto che nel 1861 a Firenze vi fu l'Esposizione Universale a cui riuscì a partecipare grazie al comune di Giulianova che lo sovvenzionò.
Conquistato dalle bellezze della città decise di stabilirvisi, e qui, nel 1862, incontrò uno dei più grandi scultori italiani del XIX secolo, Giovanni Duprè. Frequentò e partecipò a molte esposizioni dell'Accademia Fiorentina, e i suoi lavori furono apprezzati tanto da procurargli numerosi riconoscimenti.
Gli anni di intenso lavoro e di continui successi, portarono Raffaello ad una stanchezza sia fisica che psicologica che lo riportarono nella sua terra natia.
In riva all'Adriatico iniziò un'altra tappa della sua carriera cimentandosi nella realizzazione di disegni e produzione di gessi, collaborando con una ditta fiorentina e creando diverse opere in porcellana.
Nel 1880 l'amministrazione di Giulianova gli assegnò l'incarico di erigere il monumento in bronzo a Re Vittorio Emanuele II, e lui ne seguì personalmente i lavori, collaborando anche in maniera manuale.
Ritornò a Firenze e nel 1893 succedendo al Duprè nella direzione dell'Accademia delle Belle Arti. Ma nel 1897, dopo vari eventi personali ed economici, decise di ancora una volta di tornare definitivamente a Giulianova, dove continuò a lavorare a numerose opere in terracotta; qui spense nel maggio del 1900.

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