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anice verde castignano

L'anice verde è una coltura erbacea, originaria dell'Oriente, dal portamento eretto alta circa 50-70 cm, i suoi fiori bianchi sono raggruppati in infiorescenze ombrelliformi di circa 8-10 raggi. La fioritura avviene in piena estate, mentre la raccolta del prodotto si effettua tra agosto e settembre. Questa pianta riscosse un rilevante successo fin dall'antichità, infatti era già nota dal 2000 a.C e molto utilizzata per le sue proprietà aromatiche e terapeutiche, queste innumerevoli peculiarità le conferirono un grande valore economico, quasi al pari delle vettovaglie normalmente utilizzate ai tempi. Ad esempio, i romani la consumavano in moltissimi modi: come condimento, come dolce e per rendere più dissetante il vino "Hippocraticum". Nell'area ascolana e teramana, ancora oggi fa parte della trazione culinaria un'antichissima ricetta: la focaccia all'anice "P'zzerulle". Particolare è l'origine della coltivazione dell'anice Castignanese, che risale a circa metà dell'800, quando Silvio Meletti decise di utilizzarla per la produzione del suo celeberrimo liquore "Anisetta Meletti". Nel 1870 iniziò la coltivazione intensiva per via dell' innalzamento della domanda per la comparsa di altri liquorifici, ma raggiunse il culmine della produzione solo nel primo dopoguerra. L'ecotipo di Castignano differisce dagli altri per via di un valore zuccherino più alto, una maggiore presenza di polifenoli e di eteri insaturi (anetolo), che gli donano un aroma più marcato ed un sapore deciso. L'anice ha moltissimi usi nel campo medico, infatti ha azione antispastica, digestiva, carminativa e balsamica, in quanto costituisce un ottimo rimedio per tosse, asma e bronchiti. L'utilizzo che se ne fa nell'ambito culinario invece, è principalmente ricollegato alla produzione di liquori, decotti, dolci ed altri prodotti da forno.

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