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tasselgardeschi - sinigardi

Antica famiglia dinastica delle Marche meridionali, definibili come i "Signori della Valtesino". Stirpe nata dal Conte Tasselgardo, aristocratico di derivazione militare, del quale parlano le cronache farfensi tra il IX ed il X secolo, quando aveva usurpato ai monaci la corte di "Mozzano" ed altri due fondi ignoti, uno probabilmente riconducibile alla corte di Sant'Angelo in Villa Maina, compresa nel territorio del fondo di "Mariano". Forse è da attribuire a loro la fondazione del castello di Marano che compare a partire dal diploma imperiale di Ottone II del 996, altro centro legato alla famiglia era quello di "Subportica", legato alla fondazione del castello di Grottammare. Il castello di Penne, oggi nel territorio di Ripatransone, era da considerarsi la sede dinastica, quantomeno questa viene spesso definita con la signoria di questo feudo, da qui dominavano sui loro territori mentre andavano rafforzando la loro posizione politica con una serie di matrimoni con le famiglie più importanti della zona. La stirpe del Conte Tasselgardo era composta dai figli: Trasmondo, Ildebrando, Tasselgardo e Tebaldo e con loro inizia la decadenza del casato, accellerata dall'azione del Vescovo di Fermo che andava espandendo verso sud i domini della diocesi. Si legge infatti che nel 1030 Trasmondo aveva già venduto al porporato l'abbazia di San Martino al Tesino, il castello di Ischia e le sue quote sui feudi di Subportica e di Marano e sui terreni tra Tesino e Menocchia, nel 1039 i figli di Tasselgardo rivendono ai farfensi la corte di Sant'Angelo in Villa Maina.
Nel 1158 assaltano e demoliscono il castello di Englese, posto dai monaci a difesa della corte di Sant'Angelo, probabilmente annettendola anche ai loro feudi. Nel 1194 si legge invece che un altro ramo, quello della vedova di Maneiro, insieme alle figlie Alferada, Tasselgardesca, Altadia e Risabella, continuano la resistenza al vescovo e sottoscrivevano dei patti con la popolazione di Marano, concedendogli vari diritti a patto di non essere sottomessi al porporato fermano. Ma sul finire del secolo ormai la famiglia era diventata feudaria del vescovo fermano.
Agli inizi del XIII il casato ormai si era diviso in due rami principali, nel 1205 uno di questi, guidato da Tasselgardo, si era trasferito a Fermo.

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