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Ruggero Marchei nasce nel febbraio del 1864 ad Appignano del Tronto. Suo padre, segretario del comune, lo incoraggiò negli studi; dopo aver conseguito il diploma iniziò il percorso della laurea all'Università di Bologna, che conseguì nel 1890 in Chirurgia e Medicina. Già pochi mesi più tardi il Marchei era medico condotto nella zona del Piceno a Campofilone, dopo aver ottemperato agli obblighi militari presso una scuola dell'Applicazione della Sanità a Firenze divenne anche Sottotenente Medico nella casa circondariale delle isole Tremiti, mentre nel 1893 era tornato alla vita civile con incarichi tra le province di Macerata ed Ancona. Negli anni seguenti è nel nosocomio di Loreto, dove si trova anche suo fratello Ettore, primario di Chirurgia; qui rimase per circa due anni. Prese parte ad un concorso pubblico che assegnava un posto come medico nell'ospedale della miniera di Buggerru in Sardegna; quando il Marchei vi arrivò le condizioni igenico sanitarie era al limite della decenza e vi erano molte problematiche anche per l'ostacolo dell'amministrazione mineraria. Armato di determinazione e della sua professionalità, il medico piceno, nel giro di qualche anno, riuscì ad apportare notevoli miglioramenti: vi furono circa 400 interventi, nei quali Ruggero applicò tecniche operatorie ritenute all'avanguardia. Nel 1903 si trasferì ad Iglesias dove fu Dottore, poi Chirurgo dell'ospedale, divenendone in seguito Direttore per circa venti anni, fino al 1936. La scelta di recarsi in Sardegna apparsa molto particolare probabilmente fu dovuta sia al suo proposito di migliorarsi come medico, sia per alleviare le sofferenze della popolazione dell'isola, che nei primi anni del Novecento erano considerate molto disagiate. Nella sua permanenza sarda, Ruggero Marchei fu testimone di numerosi avvenimenti: nel 1920 vi furono dei tafferugli a causa delle condizioni non appropriate della miniera, durante i quali i lavoratori si scontrarono con le forze dell'ordine, causando sei morti e molti feriti, curati nell'ospedale della cittadina, mentre nel 1924 le bande fasciste presero di mira un suo collega, al quale furono riscontrate diverse fratture, che lo portarono ad una lunga degenza; Marchei a suo rischio e pericolo predispose cure immediate e continuate. Figura integerrima per dedizione alla professione medica e uomo esemplare, spirò nel 1944 suscitando un grande rimpianto nella città di Iglesias.

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