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Una delle parrocchiali del quartiere di Borgo Solestà di Ascoli Piceno.
Si trova a ridosso della sponda settentrionale del Tronto, a poche decine di metri dal Ponte di Solestà e dalla porta cittadina, il territorio parrocchiale comprende anche la chiesetta di Sant'Emidio Rosso, eretta poco lontano.
Si sa che in precedenza esisteva l'ospedale di San Bartolomeo a "Ponte Solestanum" con annessa una chiesa, citati già a partire dal XIII e ricordati in diverse bolle pontificie, era retto dai Canonici Lateranensi e rimase in attività fino al XV secolo.
Lo si ricorda ancora nel settecento quando ormai caduto in disgrazia, era stato ridotto a romitorio.
La chiesa invece sopravvive e viene restaurata nel 1821 e poi ancora nel XX secolo quando viene sistemata la facciata nel 1940 e ristrutturata interamente nel 1952 con l'aggiunta della torre campanaria, altri piccoli interventi sono avvenuti nel 2003.
Nel secondo dopoguerra vi viene trasferita la statua di Sant'Antonio, molto venerata nella campagna ascolana, un tempo presente nel convento attiguo alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Campo Parignano. Qui vi rimase per qualche anno fino ad essere trasferita nella primitiva parrocchiale di San Giacomo della Marca, all'epoca chiamata "Chiesa di Plastica".
La facciata mostra un portale piuttosto semplice, se si esclude l'architrave che mostra una targa che lo data al 1821, con ai lati un gruppo di frutti scolpiti ed al di sopra, si trova murato lo stemma con le chiavi decussate attribuibile ai canonici lateranensi. Una finestra rotonda incorniciata in travertino con all'interno una vetrata decorata, si sostituisce al tradizionale rosone, una monofora si apre ancora più in alto.
La facciata termina con un profilo corredato da una cornice che segue l'inclinazione delle falde del tetto, al centro si eleva una croce in metallo; lungo l'unica a parete laterale visibile si aprono due portali minori ed altrettante finestre.
Privo di particolari decorazioni anche l'interno dove l'intonaco imbiancato nasconde il tessuto murario, mostrato solo negli archi e nelle cornici di porte e finestre, le due porte al centro della navata presentano un'architrave realizzata con due pietre disposte ad angolo.
Spicca sulla parete sinistra il quadro di Carlo Allegretti: Il Martirio di San Bartolomeo, un tempo presente nella chiesa di San Pietro Martire, viene trasferito qui in seguito alla demolizione della cappella che lo custodiva.
Sul fondo si trova la zona presbiteriale leggermente sopraelevata dal resto della navata,
Un grande arco immette nell'abside, con al centro un crocifisso ligneo ed un seggio in pietra, ai lati si trovano altri due archi, il primo a sinistra è sopra l'ingresso alla sagrestia mentre l'altro murato, contiene il tabernacolo.
Una curiosità: la fontana che si trova sulla piazzetta che si apre oltrepassata la strada, davanti al sagrato di San Bartolomeo, era fino a non troppo tempo fa installata davanti alla chiesa di San Gregorio, nel quartiere di Sant'Emidio.

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