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La chiesa gotica di San Domenico è concattedrale dell'arcidiocesi di Fermo.
La sua edificazione inizia nel 1233, sull’area stessa dove esisteva la chiesa di San Tommaso di Canterbury, donata, insieme con tutti gli orti annessi, ai Predicatori nel 1216.
La chiesa, consacrata a San Domenico, è trasformata tra il XVIII e il XIX secolo e subisce un rilevante restauro tra il 1970 e il 1976.
La nuda facciata a capanna in cotto, presenta un notevole portale cuspidato che accoglie la statua di San Domenico, sormontato da un sobrio rosone, del 1445.
A destra, facente corpo con la chiesa, è l’oratorio dedicato alla Madonna del Rosario e a Don Damiano Ferrini missionario e parroco della concattedrale.
La parte posteriore si dispone di un'abside semicircolare ritmata da paraste aggettanti, le quali si collegano in alto mediate ad archi a tutto sesto. L’imponente torre campanaria, scandita armoniosamente da semplici monofore ogivali, fu restaurata nel 1733.
L’interno della chiesa di San Domenico è un’ unica navata voltata a botte in forme barocche, trasformata nuovamente, su progetto dell’architetto Luigi Fontana, tra il 1846 e il 1848 e successivamente negli anni Settanta del Novecento.
Superato l’ingresso troviamo una lastra in pietra decorata a rilievo di arte pre-romanica, che un tempo era parte integrante della balausta dei secoli VIII-IX. Meritano interesse la lastra tombale del fermano Giovanni Bertacchini , la campana del 1259, e la cappella del Santissimo Sacramento che conserva la pala di Nicola Monti, con l’Ultima Cena.
Nel presbiterio è collocato l’altare maggiore, consacrato nel 1422, dietro il quale è posto un mirabile coro ligneo intagliato e intarsiato da Giovanni da Montelparo (1448), paragonabile a quello di Santa Maria Nuova di Perugia.
L’ organo è costruito dal veneto Gaetano Antonio Callido, nel 1803.

Della dott.ssa Letizia Ferracuti

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