NULL San Giorgio all'Isola - Habitual Tourist
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Mirabile esempio di chiesa fortezza nello splendido scenario dell'alta valle dell'Aso, a ridosso dei monti Sibillini. Sorge all'ingresso orientale della frazione di San Giorgio all'Isola, oggi le acque del lago di Gerosa arrivano a lambire le pendici del pianoro sove sorge la chiesa. Il lago, di recente creazione, non ha nulla a che fare con il nome della chiesa, infatti Insulam deriva dal termine medievale che era dato a dei luoghi chiusi e isolati dall'esterno.
Storico possesso dell'abbazia farfense probabilmente fondata a partire dal IX secolo e più volte riaggiornata alle esigenze della comunità religiosa che vi officiava, compare nelle carte nel 996 quando la popolazione della vicina frazione di Arato ricade nella parrocchia di San Giorgio. Nello stesso anno viene data in concessione a tre presbiteri e si legge che l'edificio era piuttosto malmesso, riappare nel 1192 sempre tra le chiese farfensi e sarà sempre riconfermata ai monaci fino al 1451. Nel 1586 Papa Sisto V istituisce la diocesi di Montalto e vi incorpora anche Montemonaco e le sue parrocchie terminando di fatto l'ingerenza farfense nella chiesa. Nel XVI secolo intanto si era proceduto ad ampliare e ristrutturare l'edificio costruendo una nuova navata, la sacrestia ed infine, per volontà di Don Giovanni Leonardi, il campanile-torre del 1535. Sempre il Leonardi due anni dopo fa costruire e decorare il tabernacolo dove è dipinto San Giorgio che uccide il drago: dalla visita apostolica del 1573 si ha una descrizione della chiesa e degli altari che all'epoca erano venerati. Si legge che oltre all'altare maggiore ve ne erano di dedicati a Sant'Antonio, a San Giuseppe, a San Girolamo, a Santa Vittoria ed ai Santi Pietro e Paolo, e si consigliava anche di costruire un'abitazione per il parroco e di sistemare il fonte battesimale ed il campanile. L'anno successivo il Monsignor Maremonti ritorna sui luoghi della sua visita apostolica e a San Giorgio trova ultimati i lavori da lui ordinati ma non il fonte battesimale, non era stato eseguito, quindi minaccia il sequestro delle rendite al parroco se non si fosse rimediato entro sei mesi. Nel XIX secolo vengono realizzate altri due altari lignei dedicati al Santissimo Crocifisso ed uno in fondo alla chiesa dedicato all'Immacolata.
Restaurata alla fine del XX secolo, passa quasi indenne il terremoto del 1997 mentre rimane danneggiata in quello del 2016. L'edificio ha come peculiarità il campanile che funge anche da atrio antistante l'ingresso, i farfensi non erano disinformati su questa forma architettonica che rivediamo anche nella chiesa di Santa Maria a Muris di Belmonte. La torre è stata riaggiornata nel corso del XVI secolo, alla base presenta l'ambiente voltato di sapore vagamente gotico, mentre al secondo piano si aprono le feritoie da moschetto e sulla destra, la piccola porticina che, tramite una scala retraibile, permetteva l'accesso alla torre in caso di bisogno. Probabilmente utilizzata ancora nel XVII e XVIII secolo contro i numerosi briganti che infestavano la montagna picena, al terzo piano delle monofore illuminano l'interno della fortificazione mente sulla piattaforma superiore si alza la vela campanaria con due alloggiamenti per altrettante campane. Alzata a raso sulla facciata della torre, si divide da essa grazie ad una cornice in arenaria, da qui si poteva controllare un'ampia porzione della vallata oggi occupata in parte dal lago. L'interno è a doppia navata scandita da due fila di archi affrescati che sorreggono il tetto, l'altro portale al fianco della torre permette di accedere alla navata laterale, sul fondo della navata principale campeggia l'altare maggiore con l'affresco di San Giorgio mentre nelle rimanenti pareti vi sono altri resti di pitture, risalenti per la maggior parte al XVI secolo attribuite da alcuni a Giacomo Agnelli di Patrignone e alla sua scuola. Notevoli invece sono gli affreschi absidali che raffigurano i 12 apostoli sovrastati dal Cristo con la Vergine e San Giovanni Evangelista, insolita presenza in quanto di regola vi viene raffigurato il Battista, la decorazione di gusto bizantino e le attribuzioni variano dal XI al XIII secolo.
All'uscita si può godere dell'adiacente parco per una sosta oppure fare un giro del lago o in altre mete montemonachesi.

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