San Martino
Dettaglio San Martino Dettaglio San Martino Dettaglio San Martino Dettaglio San Martino Dettaglio San Martino Dettaglio San Martino Dettaglio San Martino Dettaglio San Martino
Viene definita una delle chiese più antiche d'Abruzzo, si trova nel quartiere San Martino di Nereto.
Costruita probabilmente dai monaci benedettini nella prima parte del XII secolo, costruita nell'area dell'insediamento, prima romano e poi tardoantico, di Galliano. Insieme al vicino ed omologo centro di Pariniano, hanno restituito diversi reperti archeologici di queste epoche. La prima documentazione scritta si ha già nel 1188, quando Papa Clemente III, lo cita tra le proprietà del monastero di San Niccolò a Tordino, dipendente dall'abbazia di Montecassino. Qui è citata col nome di San Martino in Galegnano, ancora legata all'antico insediamento, che mano a mano viene abbandonato in favore del castello di Nereto, lasciando in piedi solo la chiesa. La affiancava un monastero, che purtroppo non gli è sopravvissuto. Se ne perdono le tracce fino al XIV secolo, quando nel 1324 e nel 1326, ricompare sugli elenchi delle chiese diocesane di Teramo. Ancora sottoposta a San Nicolò, ma paga le tasse al vescovo teramano, stavolta con il nome di San Martino a Nereto. Ancora tra le dipendenze dei monaci nel 1481, quando il capitolo della cattedrale, concede il beneficio della chiesa a Giovanni di Egidio Albanese, nominato dal sindaco di Nereto. Nel 1567 è detta ancora a "Gaglianum" e per la carica di rettore, ci sono due contendenti: Sebastiano Corradi di Teramo e Berardino Migliani di Ascoli, la carica viene poi assegnata al primo. Nel secolo successivo iniziano i resoconti delle visite pastorali, dalle quali si traggono parecchie informazioni. Nel 1610 il vescovo Visconti riporta che il titolo di parrocchiale, è stato spostato nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, in quanto interna al castello di Nereto e quindi di più comodo accesso. Inoltre ci informa che San Martino ha tre navate, all'interno vi sono diverse immagini sacre affrescate ed una statua della Madonna di Loreto, nel 1618 vi è anche una descrizione dell'altare. Nella visita del 1626 si costata il suo scarso uso, le celebrazioni avvengono oltre alla festa del patrono, solo a Natale, Pasqua e per la Pentecoste. Nel 1630 si legge che la chiesa era imbiancata, aveva diverse strutture attigue utilizzate come abitazioni, inoltre possiede una torre campanaria e vi si venera una statua della Madonna, posta su un altare. Dopo il 1806 viene scelta come nuovo cimitero comunale di Nereto, realizzato a seguito delle leggi napoleoniche in materia di pubblica sanità. Per l'occasione subisce un radicale restauro che ne stravolge l'aspetto originario, i funerali terminano nel 1866, dopo la costruzione dell'attuale cimitero comunale. Ancora restaurata tra il 1985 ed il 1997, subisce anche dei miglioramenti strutturali tra il 2012 ed il 2016, nonché il rifacimento del tetto.
La chiesa un tempo in aperta campagna, è stata raggiunta dall'espansione urbanistica di Nereto, con un piccolo parco alberato su un lato. Nonostante il suo aspetto che richiama le epoche passate, quello che si vede oggi è più frutto del restauro ottocentesco, probabilmente effettuato riciclando parte dei componenti della chiesa medievale. Ha la pianta rettangolare e sul retro sporge l'abside semicircolare. Realizzata con una buona varietà di materiali, dai mattoni alle pietre che vanno dal calcare al travertino ed alla arenaria. Già dalla facciata si riconosce la presenza di tre navate, con quella centrale più alta delle altre. Al centro vi è il portale ottocentesco, con l'effige del santo titolare sull'architrave, della stessa epoca è il rosone nella parte superiore. Poco sopra l'ingresso c'è una pietra con scolpito l'"Agnus Dei" e nelle mura intorno, si notano alcune rosette scolpite, simili a quelle presenti nella vicina Santa Maria a Vico, nel comune di Sant'Omero. In corrispondenza delle navate laterali, si aprono altrettante monofore. Una menzione merita anche la disposizione delle pietre in facciata, in basso sono di formato maggiore e si alternano ad alcune fasce in mattoni, mano a mano che si sale le dimensioni dei conci si riducono. Presente anche un piccolo campanile a vela nei pressi dell'angolo posteriore destro, sulla navata sinistra invece si raccorda la sacrestia, eretta sopra strutture del XVI secolo.
Varcato l'ingresso ci si ritrova sotto la cantoria lignea, sorretta da due colonne ma priva dell'organo, l'intero è caratterizzato dalle colonne che separano le navate, quattro per lato. Sono costitute da diversi materiali e montano capitelli scolpiti, simili a quelli di San Clemente nei pressi di Guardia Vomano, nel comune di Notaresco. Non sono presenti decorazioni pittoriche e la maggior parte delle superfici risultano imbiancate, illuminano l'interno due file di finestre, aperte nella parte alta della navata centrale. Questa è coperta da una fila di capriate lignee a sorreggere il tetto, quelle laterali invece sono coperte da una volta a vela, appoggiate sulla parete tramite dei semipilastri. Un grande arco introduce al presbiterio, qui si trova l'altare maggiore e l'altare preconciliare, appoggiato sulla parte di fondo dell'abside. In una nicchia sopra di esso vi è ospitata la statua della Madonna con Bambino, altre due altari minori si trovano sulle pareti laterali a ridosso del presbiterio. La festività legata al santo patrono che cade l'11 novembre, è tra le più sentite della val Vibrata ed è caratterizzata oltre che dalle celebrazioni religiose, da una sagra e dall'immancabile fiera.