Sant'Ilario
Dettaglio Sant'Ilario Dettaglio Sant'Ilario Dettaglio Sant'Ilario Dettaglio Sant'Ilario Dettaglio Sant'Ilario Dettaglio Sant'Ilario Dettaglio Sant'Ilario Dettaglio Sant'Ilario Dettaglio Sant'Ilario Dettaglio Sant'Ilario Dettaglio Sant'Ilario Dettaglio Sant'Ilario Dettaglio Sant'Ilario
Interessante edificio sacro, costruito sui resti di un probabile castello medievale.
Si trova al centro della frazione di Cossinino da Capo di Comunanza, poco prima del più noto villaggio abbandonato di Cossinino da Piedi. Un tempo la chiesa era il centro religioso delle due comunità, probabilmente fondata durante il XIII secolo e forse in precedenza, proprietà dei monaci farfensi, piuttosto presenti nell'area. Le prime menzioni sono nelle tassazioni ecclesiastiche del 1290, purtroppo, per quanto riguarda la sua storia, non si riescono a reperire molte altre informazioni. Fa parte insieme ad alcune parrocchie circostanti, di una piccola porzione della diocesi di Fermo, incuneata tra quelle di San Benedetto ed Ascoli Piceno. Si hanno delle ristrutturazioni alla fine del XVI secolo, l'architrave all'ingresso ne è la testimonianza, riportando la data del 1598. Da alcuni inventari si legge che nel 1723 nella chiesa c'erano due altari, di cui il maggiore costruito insolitamente a ridosso dell'ingresso, un'altro è eretto e officiato dalla locale confraternita del "Santissimo Sacramento". Nel 1748 si richiama il parroco per la sua condotta, poco consona al suo ruolo. Il campanile è eretto o ristrutturato nel 1831, come testimonia una pietra murata su un angolo. Fino al 1838 la parrocchia è ancora indipendente, nel 1903 invece la troviamo intitolata a "Santa Maria e Ilario". Nel frattempo si è unita al quella di Santa Maria Assunta, del vicino villaggio di Polverina. Nel 1939 a si aggiunge anche la chiesa di Sant'Agata di Valentina, altra frazione vicina. Gli ultimi restauri avvengono nel secondo dopoguerra, in seguito inizia a perdere di importanza a seguito del forte spopolamento della frazione. Danneggiata durante i terremoti del 2016, quattro anni più tardi si stanziano i fondi per il suo restauro.
La severa struttura sorge al centro dell'abitato, su un terrapieno murato alla base e che ne delimita i contorni. Forse sono i residuri dell'area dove sorgeva una precedente fortificazione, in seguito sostituita con l'edificio sacro. Anche il lato settentrionale, privo di mura e di scarpate, presenta un certo dislivello, un tempo più aspro e forse addolcito nel corso dei tempi. Il campanile potrebbe essere costruito sopra i resti della torre principale, ancora oggi fa la guardia ad una specie di porta castellana, aperta nello stretto spazio lasciato tra questo e la scarpata murata. Continuando con l'ingresso, mostra un arco in pietra, con un muraglione sulla sinistra dove è impiantata una tettoia, creando un piccolo spazio coperto sul fronte. La si raggiunge salendo alcuni scalini, che colmano il dislivello tra il più elevato cortile interno, dove si si allarga la facciata della chiesa. A pianta irregolare, quasi tutta realizzata in arenaria, mentre la recente sagrestia sul retro è in mattoni, quest'ultima costruita al di sopra della strada pubblica e sorretta da alcuni pilastri. Tornando alla facciata, il portale centrale permette di accedere all'interno, piuttosto semplice con una cornice lavorata tutta intorno, che diventa più vistosa nella zona dell'architrave, dove è incisa la data della sua costruzione. Più in alto una piccola finestrella rotonda è l'unica apertura visibile, altre finestre ad arco sono aperte lungo le pareti. L'interno è a tre navate ma purtroppo non è stato possibile visitarlo, un tempo vi era ospitata un'immagine della "Madonna del Rosario con i quindici Misteri".