NULL Santa Maria Assunta in Cielo - Habitual Tourist
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La denominazione di Nuova chiesa della Collegiata si deve al fatto che venne costruita sul lato della piazza deve sorgeva l'Oratorio della Trinità.
L'edificio sacro risale alla fine del 1700, quando su progetto di Lazzaro Giosafatti, e sotto la direzione di Pietro Maggi, iniziarono i lavori di costruzione riutilizzando la parte dei materiali provenienti dalla demolizione del monastero di Santa Maria della Rocca.
La facciata principale, che presenta una varietà di stili che spaziano dal greco-romano a quello barocco, è caratterizzata da un lunettone centrale che contiene un mosaico con la figura dell'Assunta, aggiunto nel 1950 in occasione del centenario della"Madonna che mosse gli Occhi", ancora adesso conservata all'interno della chiesa.
A pianta latina, l'edificio è a tre navate e in quella centrale, in corrispondenza dell'abside, si innalza un cupola sovrastata da un cupolino a forma di tempietto periptero.
Lungo le navate laterali trovano posto numerosi altari: nel primo di destra vi è una tela di Simone de Magistris che rappresenta "Le anime del Purgatorio", e nel secondo trova posto la tela della Madonna con il Beato Bernardo e Sant'Emidio.
Nella cappella del transetto c'è una copia del Caravaggio che ritrae la Tumulazione del Cristo, mentre nella cappella del Palio troviamo un sepolcro in marmo dedicato al capitano Nicola Palmucci, patrizio offidano.
Dietro l'altare maggiore è presente un coro ligneo, opera di Alessio Donati, mentre sotto si conservano i resti di San Leonardo (VI secolo), uno dei patroni di Offida le cui reliquie furono donate dai monaci Farfensi.
Sulla sinistra del presbitero è custodito un Crocifisso policromo del 1612, opera di Desiderio Bonfini (1576-1634), mentre nella cappella del SS. Sacramento si trovano due bellissimi stalli corali intagliati in legno di noce. Sono presenti ancora altri altari, come quello dedicato a S. Anna e Gioacchino.
Nel 1920, nella cripta, è stata ricostruita, in dimensioni ridotte, la grotta di Lourdes su progetto di G. Leoni, utilizzando il materiale proveniente dal vicino Monte dell'Ascensione.

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