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Se si procede lungo la strada che dalla frazione di Gesso, va verso l'adiacente località Case di Ciotto, dove la strada si dirama a destra per Settecarpini e Polica, a sinistra per Case di Cola ed il capoluogo: Comunanza, si incontra un piccolo altare con una statua della Madonna,
La struttura è posta in memoria della scomparsa chiesa di Santa Maria di Capomaio, conosciuta anche come Santa Maria delle Grazie. Eretta sul finire del XVI secolo, se ne hanno le prime menzioni nelle visite Pastorali del 1600, in quella del 1606 si citano gli affreschi che ornavano l'interno, che colpirono positivamente il Vescovo. Un architrave ricordava i restauri del 1969. Divenuta pericolante agli inizi del XX secolo, nel 1935 si decide di chiuderla al culto, per volontà della popolazione viene risistemata nel 1946, ma già qualche decina di anni più tardi necessitava di nuovi lavori. Nel 1972 vengono richiesti dei finanziamenti per riparare la chiesa insieme alla vicina San Giovanni di Villa Pera, ma gli scarsi introiti permisero solo di restaurare la seconda. Santa Maria di Capomaio viene così buttata a terra ed ancora oggi si può vedere il sito dove sorgeva, al di là della strada davanti all'icona commemorativa.
La struttura aveva un perimetro rettangolare, l'area presbiteriale si trovava più in alto rispetto alla navata ed ospitava una nicchia affrescata. Vi era raffigurata una Madonna in Trono con Bambino con ai lati Santa Caterina d'Alessandria e San Giuseppe, affiancavano la nicchia le figure San Pietro e San Rocco ed altri due personaggi non distinguibili. Secondo alcuni sarebbe potuta essere un'opera giovanile di Sebastiano Ghezzi, il famoso pittore comunanzese, che l'avrebbe dipinta intorno ai sedici anni.

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