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L'edificio nasce come teatro dei filodrammatici, diventando la sede dei più importanti eventi culturali e musicali della città tra la fine del 1839, quando chiuse l'antico teatro sito nel Palazzo dell'Arengo, e il 1859, anno che sancì la sua trasformazione in Teatro dei Filarmonici. Nel 1827 anche ad Ascoli Piceno le nuove generazioni nobiliari, ansiose di proporsi in ambiti di formazione intellettuale, fondarono diverse Società con lo scopo di moralità, studio e applicazione, in grado di donare alla cittadinanza rappresentazioni in ambito teatrale e culturale. Il primo a presiedere la Società fu il Conte Orazio Piccolomini, illuminato mecenate. Nel 1829 furono iniziati i lavori, che vennero affidati all'architetto Ignazio Cantalamessa e all'ingegnere Gabriele Gabrielli, mentre il maceratese Francesco Giorgini ebbe l'incarico di allestire le decorazioni pittoriche; il sipario e il quadro centrale del soffitto furono realizzati dal bolognese Pietro Fancelli. L'inaugurazione del teatro dei Filarmonici, con una planimetria a ferro di cavallo su due ordini di posti, si tenne nel 1832 con la tragedia in versi "Giulietta e Romeo", composta dal Duca Ventignano. Dopo decenni di gestione la prima Società si sciolse, il Comune amministrò la struttura dal 1860 al 1897, quando si riformò una nuova Società Filarmonica, che scelse la denominazione di Teatro dei Filarmonici, nome che permane ancora oggi. Nel 1898 il teatro fu sottoposto a molti lavori di ampliamento che riguardarono i due ordini di 34 palchi e un loggione superiore a galleria, fu allargato e migliorato il proscenio e il palcoscenico; il complesso decorativo di suggestivi stucchi di impostazione neoclassica, con reminiscenze pompeiane, furono opera di Giorgio Paci. Suggestivi sono i disegni dei pilastri che sorreggono capitelli con teste di medusa, un'ampia cornice a fascio d'alloro separa il livello inferiore dal primo ordine di posti. Sui palchi spiccano decorazioni con putti al centro e motivi floreali, dove si alternano coppie di forme femminili che rappresentano le arti, mentre nel secondo ordine di posti vi sono figure animali, come cigni, e strumenti musicali; sul soffitto saltano all'occhio i colori verde, azzurro e oro, molto in voga nel periodo neoclassico. Il "foyer", con volta a padiglione monocromatico a motivi tipicamente classici, è racchiuso da una cornice in grigio e oro con, sui lati minori, alcuni simboli musicali, mentre sui maggiori sono presenti quattro ovali con figure a forma di cigno. Il Teatro dei Filarmonici ha una facciata suddivisa in tre ordini: il primo è in travertino; la sezione superiore è composta da una serie di otto lesene, tra queste vi sono tre archi con cornici, dove si aprono tre ampie finestre architravate; sulle lesene poggia un'architrave, alla base del terzo ordine, mentre in corrispondenza delle sottostanti quattro coppie di lesene iniziano altre quattro coppie di modiglioni, tra le quali vi sono posizionate tre finestre. Inaugurato nel 1898 con l'opera di Giuseppe Verdi "Il Rigoletto", il Teatro dei Filarmonici accolse per molti decenni importanti eventi culturali e la prima proiezione ad Ascoli, nel 1913. Utilizzato anche come sala cinematografica, la struttura chiuse i battenti nel 1987 tornando di fatto al comune di Ascoli. Dopo circa tre decenni di oblio l'amministrazione è riuscita ad intercettare fondi per il restauro: si attende la riapertura per eventi di carattere culturale.

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