Il territorio comunale di Cellino Attanasio, in provincia di Teramo (Abruzzo), si estende per circa 44 km² su un'area collinare tra la valle del fiume Vomano e il torrente Piomba, a un'altitudine di 443 metri. Il paesaggio alterna terrazzi alluvionali, boschi e i caratteristici calanchi argillosi al confine con Atri. Le origini del comprensorio sono antiche: insediamenti dell'età del Bronzo sono documentati a Monteverde e Valviano, dove in età italico-romana sorse un vicus con tempio e necropoli. Nel Medioevo il territorio fu sede di sette castelli, poi feudo della famiglia Acquaviva dal tardo Trecento al Settecento. Il patrimonio storico-culturale è diffuso tra il capoluogo e le frazioni. Nel borgo si conservano la Parrocchiale di Santa Maria la Nova, con portale del 1424 e monumento funebre rinascimentale, e il complesso di San Francesco con il chiostro. La frazione Scorrano, su un colle più alto, custodisce le chiese dei Santi Biagio e Nicola e di Santa Maria di Musano. L'economia ruota attorno all'agricoltura biologica, con oliveti, vigneti e la produzione di pasta da grani antichi. Il piatto identitario sono i Cingoli cellinesi, celebrati ogni luglio con una sagra. Cosa vedere a Cellino Attanasio: i resti del centro fortificato immerso tra i calanchi, le sue memorie storiche ed i sapori della campagna teramana.
Palazzo Marcellusi Cellino Attanasio
