Il territorio comunale di Valle Castellana, in provincia di Teramo, si estende per 131 km² nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, al confine con Marche e Abruzzo. Il comprensorio raccoglie decine di frazioni tra boschi di castagni e le gole del Salinello. Documentato dal 1070 (Stornazzano), il territorio vide nel 1281 l'ordine di Carlo d'Angiò di riunire i villaggi sparsi per difendersi dai briganti, originando nel 1285 il Sindacato di Valle Castellana. Avamposto tra Regno di Napoli e Stato Pontificio, fu segnato da secoli di brigantaggio. Spiccano i ruderi di Castel Manfrino, fortilizio attribuito a Manfredi di Svevia a guardia delle gole del Salinello. A Vallenquina sorge il neogotico Castello Bonifaci. Si segnala il Piantone di Nardò, tra i castagni più imponenti d'Italia. Nel capoluogo si trova la medievale Chiesa dell'Annunziata, particolari sono le chiese fortificate del comprensorio di San Vito. L'economia unisce la pastorizia ed i prodotti di montagna, al turismo naturalistico nei Monti della Laga. I frutti dei boschi e la gastronomia locale sono celebrati in autunno nella tradizionale Sagra della Castagna e della Patata, la Sagra del Pastore a San Vito, la Festa della Castagna a Leofara. Cosa vedere a Valle Castellana: i ruderi di Castel Manfrino, il Castello Bonifaci, il Piantone di Nardò e le gole del Salinello.