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Piccolo villaggio nel fondovalle, all'ombra del colle dove sorge Riano di Rocca Santa Maria, al quale è legata la sua storia.
Pochissime sono le notizie che lo riguardano, trae il nome dal torrente che gli scorre affianco, un'affluente del Tordino, probabilmente sorge nel medioevo, all'ombra della rocca di Santa Maria, primo nucleo all'odierno comune e feudo del Vescovo di Teramo, la prima documentazione scritta è piuttosto antica e risale al 1178.
Nel 1481, in periodo aragonese, Andrea Matteo III Acquaviva ne entra in possesso diventando Duca di Teramo, in seguito però lo darà in affitto al vescovo, storico proprietario, fino alla morte dell'ultimo duca nel 1760.
Era presente la chiesa di San Pietro, compresa nella pieve Di Santa Maria, parrocchia fino al XVI secolo quando viene aggregata insieme a quella di Cesa, alla parrocchia di San Michele Arcangelo a poca distanza dal paese.
Viene devastato nel 1668, come molti alti villaggi della montagna teramana, per mano del capitano Zunica che aveva ricevuto l'ordine di sradicare il brigantaggio nell'area, tra XVI E XVII secolo il fenomeno aveva raggiunto il culmine. Dal paese infatti si imbocca il sentiero che conduce al centro scomparso di Castiglione, dove nacque il famosissimo brigante cinquecentesco Marco Sciarra. Viene ancora citato nel 1682 quando Riano ed il suo circondario, erano caduti in mano alle soldataglie del brigante Sgarrone, per scacciarle il governo aveva assoldato il noto bandito Titta Colranieri. Un anno dopo accade la stessa cosa con il brigante Santuccio da Froscia che asserragliato a Riano, subisce la furia dell'esercito che lo scaccerà a colpi di cannonate dopo una sanguinosa battaglia.
Compresa nello Stato di Bisegno, baronia del Vescovo di Teramo, fino alla breve Repubblica Napoletana del 1799, quando entra a far parte del Dipartimento della Pescara e compresa nel Cantone di Teramo.
Nel 1806 vengono abolite le Università e sostituite dai comuni, nel 1813 è frazione nel moderno comune di Rocca Santa Maria, dopo l'Unità d'Italia entrerà a far parte della provincia di Teramo.
Spopolato a partire dal dopoguerra, viene gravemente danneggiato durante il terremoto del 2016 costringendo il trasferimento dei pochi abitanti.
Immersa nel boscoso fondovalle, una piazza precede il piccolo agglomerato, da qui partono le due principale strade che collegano le abitazioni, frutto prevalentemente di ricostruzioni del XIX e XX secolo.

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