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Singolare personaggio originario delle campagne di Monsampolo, fin dalla giovane età si contraddistinse come forte sostenitore del movimento antigiacobino durante l'invasione francese, sull'onda dei moti rivoluzionari sanfedisti.
Unitosi ancora ventenne alla banda del brigante Sciabolone, che insieme ad altri personaggi ascolani si era messo a capo dei rivoltosi anti francesi, si distinse presto, specie nell'episodio della presa della fortezza di Acquaviva Picena nell'estate del 1799.
Ben documentati saranno in seguito i suoi atti criminali nei confronti della popolazione, rea di aver sostenuto gli ideali della rivoluzione giacobina.
Dietro i valori della restaurazione si macchiò di parecchi efferati omicidi, ruberie e varie ingiustizie, fino ad essere arrestato per i suoi numerosi crimini. Liberato per oscuri motivi poco tempo dopo, finirà i suoi giorni da uomo libero, più che da criminale, come ardente difensore degli ideali della restaurazione.

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