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Uno dei simboli caratteristici della città, detta appunto delle "Cento Torri".
Si alzano all'angolo di Piazza Sant'Agostino, dominata dalla chiesa omonima e da altri pregevoli palazzi nobiliari, tra questi vi è Palazzo Merli che oggi comprende nelle sue pertinenze le due torri e che le fornisce anche di un nome: "Torri Gemelle dei Merli".
Come per le altre opere cittadine di questo tipo non se ne conosce il costruttore, erette nel periodo tra il XII e XIII secolo, inizialmente erano separate ed appartenenti a differenti proprietari, entrambe erano incorporate ad altrettante abitazioni.
Prime notizie certe si hanno nel 1885, quando la famiglia Merli acquista le due torri dalla famiglia Salvati, aggregandole all'adiacente palazzo di loro proprietà, tre anni più tardi viene riprogettata la casetta che esisteva tra le due torri, di cui oggi rimane una piccola porzione.
Precedentemente esisteva anche un'altra abitazione per l'altra torre, si può notare una piccola traccia lungo via delle Torri in prossimità del Palazzo Merli, attualmente rimane una minuta porzione di 30 cm circa, dove si può ancora scorgere una parte di un ingresso ad arco.
Nel 1926 si decise di realizzare adiacente alle strutture, un nuovo corpo di fabbrica annesso al Palazzo Merli, alcuni narrano che abbia partecipato a stilare il progetto il famoso Vincenzo Pilotti, da altre fonti risulta invece il lavoro dell'Ing. Filippo Sacconi Natali.
L'anno successivo si dà il via ai lavori che porteranno nel giro di due anni, alla costruzione dell'opera in stile neoromanico, che ancora oggi è visibile sulla piazza.
A seguito del terremoto del 2016 si riscontreranno alcuni danni ed un aumento della pendenza delle strutture che saranno quindi messe in sicurezza, nel 2018 sono iniziate le opere di consolidamento.
Le torri sono alte all'incirca 25 metri ed entrambe manifestano una certa pendenza, quella che si affaccia sulla piazza risulta più piccola e più pendente, ha una base di 3,60 x 3,80 metri e lo spessore del muro alla base è di circa un metro, quella che si espone lungo via delle Torri è leggermente più grande ed il lato visibile è lungo 4,80 metri.
Quest'ultima appare più modificata rispetto all'altra e la sua pendenza è minore ed interessa solo la parte non compresa tra gli edifici, vi sono state aperte diverse finestre nella sezione inferiore per adattarle alle esigenze abitative. Nonostante abbiano mantenuto un certo stile, riconducibile a quello utilizzato nelle torri, come le pietre inclinate a sostegno dell'architrave, non hanno ovviamente a che fare con l'originale, rimane comunque una traccia probabilmente di un ingresso distrutto, del quale rimangono solo alcune pietre in facciata.
Le poche aperture originali visibili si trovano in alto su entrambe le torri, aperte sulla porzione sommitale: la prima si trova sulla facciata ed è di forma rettangolare, alta e stretta, l'altra è simile e si trova sul lato alla sua sinistra, la terza è ubicata sul lato meridionale delle torri appare di forma quadrata e di dimensioni minori, riconducibile più ad una finestra che ad una porta.
Entrambe le torri erano fornite ai loro piedi o ai lati, di cavità nel muro per l'installazione di strutture lignee sporgenti, sia per effettuare la difesa degli accessi posti in basso e del perimetro esterno, sia per migliorarne l'abitabilità.
La torre meridionale, che ben si scorge dalla piazza, mostra un primo accesso sulla facciata al piano terra che, come altre opere in città, conduce ad un ambiente isolato rispetto al resto dell'interno. Più probabilmente l'accesso avveniva nell'altra porta che si trova sul lato che dà verso la piazza, posto ad una certa altezza dal piano stradale e anche questa difendibile dalle solite strutture sospese, installate in prossimità di un'altra apertura che si trova sulla cima, ora murata. Stessa cosa avviene per il lato che si alza all'interno del cortile recintato del palazzetto Merli, stavolta l'ingresso però è posto ancora più in alto ed è anticipato da una fascia che sporge lungo tutta la facciata, anche qui si trova un'ulteriore porticina sulla sommità.

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